Il comizio di Tulsa è un flop: così Trump è stato beffato dagli influencer di TikTok

Spalti desolatamente vuoti nell'evento che segnava il ritorno in pubblico del presidente americano. Ad orchestrare la beffa una incredibile operazione mediatica organizzata sul social più diffuso tra i giovanissimi

Il comizio di Tusla è un flop: così Trump è stato beffato dagli influencer di Tik Tok

I rapporti di Donald Trump con i social network sono notoriamente molto burrascosi. A maggio, in seguito a un litigio con Twitter, il Tycon ha addirittura minacciato di chiuderli tutti. E dopo quanto avvenuto a Tulsa, in Oklahoma, l’avversità del presidente americano verso le nuove piattaforme di comunicazione sociale non può che essere ancora maggiore. Cosa è successo nella seconda città più grande di uno degli Stati più conservatori degli Stati Uniti? Semplicemente che è andato in scena il più grande flop della propaganda trumpiana dal suo esordio in politica. Quello che doveva essere uno dei più importanti comizi della sua carriera politica (il grande ritorno in pubblico dopo il lockdown, trampolino di lancio della campagna elettorale contro Biden) si è trasformato in un clamoroso fiasco. E a causarlo sarebbero stati i giovani utenti di TikTok, la piattaforma social cinese di proprietà della ByteDance.

Solo 19 mila persone al comizio del Presidente 

Brad Parscale, il noto manager della comunicazione digitale del Tycon, aveva annunciato raggiante che per la convention di Tusla erano arrivate un milione di prenotazioni online. Al nuovissimo Bank of Oklahoma Center (luogo scelto per il comizio) erano attesi 100 mila partecipanti. Se ne sono presentati appena 19 mila, ovvero meno di un quinto. Flop clamoroso che lo stesso staff del presidente non ha potuto negare, annullando anche il discorso programmato su un grande palco allestito all’esterno dove si sarebbe dovuta adunare l’oceanica folla di supporter repubblicani.

Gli spalti desolatamente vuoti a Tusla

La trappola orchestrata su TikTok 

I dettagli della trappola organizzata ai danni di Trump su TikTok sono emersi nelle ultime ore. A creare il divario tra le attese della vigilia e la realtà dei fatti hanno contribuito i giovani utenti di TikTok che per giorni hanno finto l’intenzione di partecipare all’evento iscrivendosi online (gratuitamente) alla convention. L’operazione sarebbe stata coordinata da alcuni influncer che per giorni hanno pubblicato video in cui dichiaravano di essersi iscritti all’evento di Tusla invitando i follower a fare altrettanto. Dalla ricostruzione dei fatti è emerso in particolare il ruolo decisivo dei fan del pop sudcoreano (il cosiddetto K-Pop) che già in passato sono stati protagonisti di campagne mediatiche contro la destra razzista americana.

Due novità di rilievo per la politica americana 

Quanto accaduto a Tulsa è molto importante per due motivi: segna l’ingresso nell’agone politico di TikTok (fino ad ora considerato solamente il social dei teenagers) e della generazione Z, ovvero i post millenials, che ricomprende i nati a partire dalla seconda metà degli anni ’90. Non è una buona notizia per Trump. Primo perché un social cinese è ancora meno controllabile e influenzabile di quanto lo siano quelli americani. Secondo perché i giovani della generazione Z sarebbero particolarmente ostili contro gli “incitatori all’odio” che trovano terreno fertile nella politica trumpiana. Tutto farebbe dunque credere che la corsa al bis presidenziale da parte di Trump sia in forte salita. Ma il Tycon ha già dimostrato di essere capace di sovvertire qualsiasi pronostico. E ora sa che in questa seconda corsa per la Casa Bianca dovrà fare i conti anche con nuovi "nemici".