La tecnologia 5G rivoluzionerà la sanità: ecco come ci cureremo nei prossimi anni

L’impatto più rilevante riguarderà la possibilità di essere curati a distanza

La tecnologia 5G rivoluzionerà la sanità: ecco come ci cureremo nei prossimi anni
TiscaliNews

Il 5G viene spesso annunciato come una rivoluzione tecnologica che avrà effetti rilevanti in diversi ambiti economici e sociali. Uno di questi è la sanità che potrebbe ripensare i propri modelli organizzativi.

Il beneficio più importante del 5G in campo medico riguarderà senza alcun dubbio la possibilità di essere curati a distanza, come evidenziato da Riccardo Scarfato su Agenda Digitale, pubblicazione online del Network Digital 360.

“Tra i molti vantaggi  - ha scritto Scarfato - c’è sicuramente la possibilità di essere curati ed operati a distanza, senza dover affrontare tutte le spesi di viaggio”. Grazie al 5G sarà infatti possibile essere sottoposti ad un intervento chirurgico da parte di una equipe medica che opera in una città diversa dalla propria.

E la distanza si azzera ovviamente anche per le diagnosi. “La nuova tecnologia – ha spiegato l’editor di Agenda Digitale - ridurrà gli svantaggi per tutte le visite che comportano uno spostamento degli utenti verso i propri medici grazie ai moderni sistemi di telepresenza”.

Altra grande novità strettamente legata alla dimensione geografica è quella del monitoraggio a distanza in tempo reale perché “grazie ai dispositivi indossabili” e ad altri “sensori diversi da quelli indossabili” i pazienti “possono essere monitorati in tempo reale direttamente a casa anziché dal medico”.

Distanza che si azzera anche “nel campo dell’istruzione per gli aspiranti medici” grazie anche ai progressi nel campo della realtà aumentata.

Infine Scarfato ha posto l’accento sull’ultima grande area destinata a beneficiare della rivoluzione del 5G: il big data cloud, ovvero la raccolta dei dati. “Il settore sanitario – ha  spiegato - genera un’enorme quantità di dati che, se aggregati intelligentemente, posso rappresentare le prossime cartelle cliniche dei pazienti”.