La birra diventa virtuale e sbarca nel metaverso ma c’è il trucco

Heineken anticipa tutti e crea la prima “bionda” metaverse al mondo ma poi rivela le vere ragioni dell’operazione

La birra diventa virtuale e sbarca nel metaverso ma c’è il trucco
Foto Ansa

Heineken, colosso olandese nella produzione di birra fondato ad Amsterdam nel lontano 1864, non mostra segni di vecchiaia e guarda al futuro sbarcando sul metaverso. La birra virtuale del noto brand europeo si chiamerà Silver e sarà disponibile sullo store di Heineken creato su Decentraland.

Per annunciare l’iniziativa è stato organizzato un grande evento (ovviamente virtuale) con la stampa nel corso del quale ai giornalisti invitati è stato offerto un pranzo a base di aragosta e caviale pixelati. Che bontà!

Tutti pazzi? In realtà no perché l’iniziativa di Heineken non è altro che una brillante operazione di marketing.

L’idea è quella di prendere in giro noi e gli altri marchi che sono saliti sul carro del metaverso

ha spiegato l’azienda ai giornalisti.

Il metaverso sta infatti attirando anche le attenzioni del settore food&beverage.

Miller Lite ha aperto il primo bar virtuale e a inizio febbraio McDonald's ha depositato ben 10 marchi McMetaverse che serviranno per aprire un ristorante virtuale con prodotti reali e virtuali.

Heineken sempre ironicamente ha affermato che la sua birra Silver “è fatta con i pixel più freschi: niente malto, niente luppolo, niente lievito, niente acqua e anche niente birra“.

“Anche se bere una birra virtuale può tornare utile in un ambiente di gioco, Heineken crede che alcune cose si godano meglio nella vita reale e le birre sono sicuramente una di queste” ha poi aggiunto il colosso olandese. Come dargli torto?