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[Intervista] “L'allarmismo di Sam Altman sull'intelligenza artificiale è una mossa di marketing"

Non tutti gli esperti del settore sono d’accordo con la lettera firmata dal fondatore di OpenAI, che mette in guardia sui rischi per l’umanità di uno sviluppo incontrollato dell’intelligenza artificiale

Michael Pontrellidi Michael Pontrelli   
[Intervista] “L'allarmismo di Sam Altman sull'intelligenza artificiale è una mossa di marketing'
Sam Altman, fondatore di OpenAI

Il dibattito sui pericoli dell’innovazione artificiale si sta infiammando. Sam Altman insieme ad altri importanti leader del settore ha firmato una lettera che mette in guardia il mondo intero sui rischi di estinzione dell’umanità senza una ferrea regolamentazione di questa nuova tecnologia. Molti esperti del settore, che stanno già sviluppando applicazioni concrete di IA, criticano però l’allarmismo del fondatore di OpenAI. Abbiamo sentito una delle voci contro, Nicholas Moreno, co-founder di Officina Tecnologica, startup italiana che sviluppa soluzioni di intelligenza artificiale conversazionale per le aziende. 

Prima di entrare nel cuore del dibattito vorrei affrontare insieme a te il tema delle allucinazioni di ChatGPT, ovvero la tendenza dei modelli di intelligenza artificiale generativa a fornire risposte totalmente inventate. Fenomeno che inizia a spaventare molte persone. E’ un problema risolvibile?
"Sí, è possibile eliminare le allucinazioni tramite un addestramento mirato, che in gergo tecnico viene definito fine tuning, attraverso il quale la generazione dei costrutti semantici riporta sempre e comunque dati certi, verificati e reali. L’unica cosa che può variare è la terminologia utilizzata ovvero avverbi, preposizioni e così via. Ma il significato della frase resta sempre lo stesso ed autentico”.

E’ una risposta rassicurante però resta il fatto che in ChatGPT  il problema c'è e considerando che viene utilizzata sempre più da milioni di persone come fonte informativa, esiste un rischio disinformazione. Non sarebbe stato meglio aspettare, ovvero lanciare il servizio con una tecnologia più matura?
"Questo bisognerebbe chiederlo ad OpenAI, ma vivendo il settore dal 'dietro le quinte', potrei azzardare che il lancio di ChatGPT in questo momento storico (e con i limiti del caso) è stata più che altro una mossa di marketing per motivare ingenti investimenti e attrarre investitori (vedi Microsoft). Non a caso ci tengo a ricordare che ChatGPT è un MVP (ovvero un prodotto non finito) che viene offerto a pagamento, e personalmente faccio i miei complimenti a chi ha ideato una mossa di marketing tale da poter convincere utenti ad acquistare un prodotto che non è stato nemmeno ultimato”.

Veniamo invece al cuore del dibattito: la pericolosità dell’intelligenza artificiale. Cosa pensi della lettera firmata da Sam Altman?
“Che anche in questo caso si tratta di una mossa di marketing”.

Perché?
“Rispondo facendo un’altra domanda: perché Sam Altman firma la petizione mentre la sua azienda (OpenAI) non solo invia le fatture di pagamento a chi utilizza il suo servizio ma annuncia anche nuovi sviluppi e nuovi modelli? Io trovo assolutamente giusto che le istituzioni si muovano per capire come regolamentare l’utilizzo dell’intelligenza artificiale, allo stesso tempo penso però che quello di Sam Altman (e di altri leader del settore) sia solo un tentativo di mostrare una faccia politicamente corretta, funzionale alla salvaguardia del loro business. A casa mia questa cosa si chiama ipocrisia. A tal proposito ho firmato di recente una contro petizione per aumentare la formazione e la conoscenza sull’IA, perché si possono fare grandi cose solo se sappiamo che cosa stiamo facendo e come funziona la tecnologia”.

In realtà tra i firmatari della lettera ci sono anche scienziati che non hanno interessi di business da tutelare.
"Se parliamo di intelligenza senziente esistono indubbiamente dei rischi ma questa è una cosa completamente diversa dallo sviluppo di applicazioni basate sugli attuali modelli IA, che al contrario stanno portando progressi in campo medico, aerospaziale e imprenditoriale, solo per citare alcuni ambiti. Come ho detto prima, regolamentare è corretto creare allarmismi esagerati no, perché questo potrebbe limitare il progresso scientifico”.

Nicholas Moreno

 

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