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La previsione di Sam Altman: avremo un sistema economico con più ricchezza per tutti grazie all'IA

Il CEO di OpenAI descrive la possibilità di un futuro dove negli Stati Uniti d’America il capitalismo non genererà disuguaglianza, o almeno non troppa, e tutti avranno accesso a ciò di cui hanno bisogno.

Alice Bellantedi Alice Bellante   
Sam Altman di OpenAI: un nuovo sistema economico con più ricchezza distribuita equamente, tutto grazie alla rivoluzione dell’intelligenza artificiale
Sam Altman, ceo di OpenAI

Un grande futuro non è complicato: abbiamo bisogno della tecnologia per creare più ricchezza e di politiche pubbliche per distribuirla in modo equo. Tutto ciò che è necessario sarà a buon mercato e tutti avranno abbastanza denaro per poterselo permettere. Poiché questo sistema sarà enormemente popolare, i politici che lo abbracceranno per tempo saranno premiati: diventeranno essi stessi enormemente popolari.

Queste le righe di chiusura di un testo che assomiglia a un mini trattato di teoria economica scritto da Sam Altman, co-fondatore e Amministratore Delegato di OpenAI. Con il titolo Moore's Law for Everything, Altman descrive la possibilità di un futuro dove negli Stati Uniti d’America il capitalismo non genererà disuguaglianza, o almeno non troppa, e tutti avranno accesso a ciò di cui hanno bisogno.

In un’interessantissima riflessione politica, sociale, economica e culturale, il giovane AD di OpenAI espone un modello di distribuzione della ricchezza capace di garantire l’inclusività economica, ovvero una condizione dove tutti hanno una ragionevole opportunità di ottenere le risorse necessarie per vivere la vita che desiderano.

Se la premessa è che oggi il capitalismo è un potente motore di crescita economica perché premia le persone che investono in attività che generano valore nel tempo, ne consegue che il prezzo del progresso nel capitalismo è la disuguaglianza.

Il modo tradizionale di affrontare la disuguaglianza è stato quello di tassare progressivamente il reddito. Per una serie di ragioni, secondo Altman – e non solo – questo modello non ha funzionato molto bene e in futuro funzionerà molto, molto peggio. “Quando l'intelligenza artificiale produrrà la maggior parte dei beni e dei servizi di base del mondo, le persone saranno libere di trascorrere più tempo con le persone a cui tengono, di prendersi cura delle persone, di apprezzare l'arte e la natura o di lavorare per il bene sociale” scrive Altman.

La soluzione dell’AD di OpenAI è concentrarsi sulla tassazione del capitale piuttosto che del lavoro. Altro punto fondamentale è che queste tasse poi dovrebbero essere considerate come un'opportunità per distribuire direttamente proprietà e ricchezza ai cittadini.

In altre parole, il modo migliore per migliorare il capitalismo è permettere a tutti di beneficiarne direttamente, proprio come proprietari di azioni. Questa, di per sé, non è un'idea nuova, ma ciò che la rende realizzabile, secondo Altman, sarà proprio l'aumento della potenza dell'intelligenza artificiale, perché questa genererà molta più ricchezza da distribuire.

Le due fonti dominanti di ricchezza saranno quindi: in primo luogo, le aziende – in particolare quelle che fanno uso dell'intelligenza artificiale; e, in secondo luogo, la terra, la cui quantità è data e limitata.

Secondo Altman, si potrebbe creare un fondo chiamato American Equity Fund. Tale fondo verrebbe capitalizzato tassando ogni anno le aziende al di sopra di una certa valutazione, al 2,5% del loro valore di mercato, pagabile in azioni trasferite al fondo, e tassando il 2,5% del valore di tutti i terreni di proprietà privata, pagabile in dollari.

Tutti i cittadini maggiorenni riceverebbero annualmente dei dividendi, in dollari e azioni delle società, sui loro conti. Il loro compito principale sarebbe quello di utilizzare il denaro come meglio credono o vogliono: per migliorare la propria istruzione, per l'assistenza sanitaria, la casa, l'avvio di un'impresa, o altro.

Se l’economia di un Paese migliora, ogni cittadino riceverà ogni anno più denaro dal Fondo. Ogni cittadino, quindi, potrebbe godere sempre di più delle libertà, dei poteri, delle autonomie e delle opportunità che derivano dall'autodeterminazione economica. La povertà si ridurrebbe notevolmente e molte più persone avrebbero la possibilità di avere la vita che desiderano.

Una tassa pagabile in azioni allineerà gli incentivi tra aziende, investitori e cittadini, mentre una tassa sui profitti non lo farà: questa è una differenza fondamentale. I profitti delle aziende possono essere mascherati, differiti o trasferiti, e spesso non sono collegati al prezzo delle azioni. Ma tutti coloro che possiedono un'azione di Amazon vogliono che il prezzo salga. Poiché i patrimoni individuali delle persone aumentano di pari passo con quelli del Paese, c’è un interesse letterale nel vedere il proprio Paese andare bene.

Secondo Altman, in un mondo in cui tutti beneficiano del capitalismo come proprietari, l'attenzione collettiva si concentrerà sul rendere il mondo "più buono" invece che "meno cattivo".

In parole povere, “più buono” significa ottimizzare le risorse per rendere la torta più grande possibile, e “meno cattivo” significa invece dividere la torta nel modo più equo possibile. Entrambi gli approcci possono aumentare il tenore di vita delle persone, ma la crescita continua avviene solo quando la torta cresce.

A livello teorico, l’idea è accattivante e il ragionamento si fa ancora più interessante con qualche numero.

Secondo Altman, la quantità di ricchezza disponibile per capitalizzare l'American Equity Fund sarebbe significativa. Solo nelle società statunitensi c'è un valore di circa 50.000 miliardi di dollari, misurato in base alla capitalizzazione di mercato. Si suppone che, come è avvenuto in media nell'ultimo secolo, questo valore raddoppi, almeno nel prossimo decennio.

Negli Stati Uniti ci sono anche circa 30.000 miliardi di dollari di terreni di proprietà privata (senza contare le migliorie apportate ai terreni). Supponiamo che anche questo valore raddoppi nel prossimo decennio. Si tratta di un tasso leggermente più veloce di quello storico, ma quando il mondo inizierà a comprendere davvero i cambiamenti che l'IA provocherà, il valore della terra, uno dei pochi beni veramente finiti, dovrebbe aumentare a un ritmo più veloce.

Naturalmente, se aumentiamo l'onere fiscale sul possesso della terra, il suo valore diminuirà rispetto ad altri beni di investimento, il che è positivo per la società perché rende più accessibile una risorsa fondamentale e incoraggia l'investimento invece della speculazione. Anche il valore delle aziende diminuirà nel breve periodo, anche se continueranno a registrare performance piuttosto positive nel tempo. È ragionevole ipotizzare che una tassa di questo tipo provochi un calo del valore dei terreni e dei beni aziendali del 15% (che richiederà solo qualche anno per essere recuperato!).

In base alle ipotesi di cui sopra (valori attuali, crescita futura e riduzione del valore dovuta alla nuova imposta), tra dieci anni ciascuno dei 250 milioni di adulti americani riceverà circa 13.500 dollari all'anno. Questo dividendo potrebbe essere molto più alto se l'intelligenza artificiale accelerasse la crescita, ma anche se così non fosse, 13.500 dollari avranno un potere d'acquisto molto maggiore di quello attuale perché la tecnologia avrà ridotto notevolmente il costo di beni e servizi. E questo potere d'acquisto effettivo aumenterà drasticamente ogni anno.

Tutto considerato, piuttosto che giudicare la fattibilità di quanto proposto da Altman, potrebbe valere la pena fermarsi a riflettere sul perché un informatico, imprenditore, dirigente d’azienda, che a 38 anni è in prima fila nello sviluppo di una tecnologia che sarà protagonista della quarta rivoluzione industriale, si sia soffermato con tanta attenzione su una questione di giustizia distributiva. Dopo i filosofi Platone e Aristotele, passando per l’economista Pareto, Altman abbraccia dei temi propri della filosofia politica e della teoria economica per immaginare un domani migliore per il popolo americano.

Chissà nella nostra Europa, dove la filosofia politica ha le sue origini quale futuro possiamo immaginare per la nostra società. Qualcuno ci sta pensando?

Alice Bellantedi Alice Bellante   
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