Gli evasori fiscali tremano: ad aprile il Fisco lancia l’algoritmo che setaccia i conti correnti

Il nuovo e sofisticato strumento dell’Agenzia delle Entrate potrebbe rappresentare un punto di svolta epocale nella caccia ai furbetti

Gli evasori fiscali tremano: ad aprile il Fisco lancia l’algoritmo che setaccia i conti correnti
di Michael Pontrelli   -   Twitter: @micpontrelli

La lotta all’evasione fiscale rappresenta la grande promessa mai mantenuta di tutti i governi italiani degli ultimi decenni. Anche l’attuale esecutivo non si è sottratto all’ormai consueto rito. “Lotteremo contro l’evasione fiscale come mai fatto prima. Non posso accettare che gli italiani onesti paghino più tasse per colpa di coloro che non le pagano affatto. E fino a quando ci sarò io, questa sarà una priorità assoluta dell’azione di Governo” ha dichiarato Giuseppe Conte lo scorso ottobre. Ma questa volta (a differenza del passato) lo Stato potrebbe avere tra le mani l’arma decisiva ovvero lo strumento davvero capace di risolvere il problema: l’intelligenza artificiale. Dal primo aprile l’Agenzia delle Entrare dovrebbe lanciare un sofisticato algoritmo capace di passare al setaccio i conti correnti degli italiani e individuare i furbetti.

Il decreto del Mef e i problemi con la privacy

Il condizionale è però ancora d’obbligo. In primo luogo perché manca ancora il decreto autorizzativo del Mef che (almeno teoricamente) dovrebbe arrivare nella seconda metà di marzo. Il secondo luogo sullo strumento pesano i dubbi espressi dal Garante sulla Privacy. Nei prossimi mesi scopriremo come andrà a finire.

Allarmi automatici e controlli del Fisco 

L’unica cosa certa è che l’algoritmo in mano all’Agenzia delle Entrare è uno strumento molto potente, in grado di scandagliare qualunque tipo di operazione fatta su un conto corrente e rilevare incongruenze rispetto a quanto sostenuto nella dichiarazione dei redditi. Evento che in automatico farebbe scattare un allarme e ulteriori controlli del Fisco. Ma grazie alle nuove tecnologie informatiche lo Stato sarà anche in grado di incrociare i dati in proprio possesso con quelli di altre banche dati a cui ha accesso, Un Grande Fratello del Fisco che non lascerebbe scampo ai furbetti e che proprio per la sua invasività preoccupa il garante della Privacy, Antonello Soro.

La Francia scova gli evasori sui social network

Ma la tentazione di utilizzare le enormi potenzialità offerte dalle nuove tecnologie non riguarda solo l’Italia. E’ notizia recente il via libera al Fisco francese, da parte del Consiglio costituzionale, all’utilizzo di algoritmi in grado di scovare evasori semplicemente setacciando le informazioni condivise dai cittadini sui principali social network. Una specie di spesometro 2.0 che potrebbe costare caro ai furbetti transalpini che non riescono a resistere alla tentazione di postare un selfie da una località turistica esclusiva o da un ristorante di lusso. Anche in questo caso (analogamente all’algoritmo del Fisco italiano che setaccia i conti correnti) ad analizzare i post su Facebook o Instagram non ci saranno eserciti di funzionari ma freddi algoritmi progettati dagli scienziati dell’intelligenza artificiale.

Algoritmi in grando di imparare da soli 

Mai come oggi sul fronte della lotta all’evasione fiscale potere è volere. Considerando anche il fatto che le tecnologie utilizzate si basano sul machine learning ovvero sulla capacità delle macchine di imparare da sole. Più sono i dati analizzati migliore è l’efficacia degli algoritmi nello scovare i furbetti. Chi riesce a farla franca inizialmente non ha per niente la certezza di riuscirci anche nei mesi successivi.

Il problema dell'elusione delle grandi aziende 

Ma da questo Grande Fratello fiscale resterebbero comunque fuori le grandi aziende che eludono il fisco sfruttando normative italiane e comunitarie compiacenti. Questo è un altro grande buco nero che richiederebbe una azione più decisa dei governi nazionali e della stessa Unione Europea. Perché, riprendendo e modificando leggermente la frase pronunciata da Giuseppe Conte, non si può accettare che i cittadini onesti paghino più tasse per colpa delle aziende che trasferiscono gli utili nei paradisi fiscali.

Il proclama su Twitter del premier Conte