Biglietti aerei, ecco come l’algoritmo decide di farci pagare un prezzo maggiore per il volo

Intelligenza artificiale e big data stanno rivoluzionando il modo in cui le compagnie decidono le tariffe

Biglietti aerei, ecco come l’algoritmo decide di farci pagare un prezzo maggiore per il volo
di Michael Pontrelli   -   Twitter: @micpontrelli

In un volo aereo ormai è sempre più facile trovare passeggeri che hanno pagato un prezzo diverso per lo stesso ed identico biglietto. Il motivo si chiama: dynamic pricing, un meccanismo noto a tutti da anni. Partire per sfruttare un "ponte" festivo è più costoso così come acquistare il biglietto in prossimità della partenza anzichè settimane o mesi in anticipo. Ma le casistiche appena descritte sono solamente l’abc. Le politiche di marketing delle compagnie aeree sono diventate sempre più sofisticate grazie all’uso massiccio di intelligenza artificiale e big data. A pesare sono ora anche fattori insospettabili che possono comportare importanti ribassi o rincari delle tariffe. Obiettivo delle moderne tecnologie non è più solamente quello di far pagare di più i biglietti quando la domanda è elevata ma anche quello di ottimizzare il prezzo in funzione del profilo dell’acquirente. Detto in termini più semplici: applicare tariffe maggiori ai più facoltosi o semplicemente a chi ha una maggiore propensione all’acquisto per i viaggi.

Le rivelazioni sulla Harvard Business Review

Già nel 2017 sulla Harvard Business Review veniva spiegato che acquistare un biglietto aereo da pc o da telefonino tramite app non è la stessa cosa. Così come conta la geolocalizzazione ovvero il luogo geografico da cui viene effettuata la ricerca. Altro elemento rilevante indicato dalla nota rivista di business americana è il sistema operativo utilizzato dall’utente. Grazie a queste informazioni le compagnie aree possono decidere di proporre prezzi diversi. Per esempio ad una ricerca effettuata da un dispositivo Apple localizzato in centro città potrebbe essere proposto un prezzo maggiore rispetto a quello visualizzato da un utente con sistema operativo Android che si collega al web da un quartiere di periferia.

Il ruolo di big data e intelligenza artificiale 

Ma negli ultimi anni gli algoritmi utilizzati dalle compagnie aeree si sono ulteriormente evoluti grazie ai progressi dell’intelligenza artificiale e al fenomeno dei big data, ovvero la capacità di raccogliere ed elaborare grandi masse di dati di natura diversa. In questo caso i prezzi proposti variano in funzione di un insieme di variabili impensabili solamente fino a poco tempo fa: grandi eventi geopolitici e locali, previsioni meteo, trending topic su Google e sulle principali piattaforme di social network, appuntamenti sportivi e musicali. Queste informazioni vengono raccolte praticamente in tempo reale e date in pasto agli algoritmi che sono in grado di variare dinamicamente le tariffe dei voli. Banalmente quindi, la semplice previsione sull’arrivo nel week end di una ondata di maltempo in una certa località turistica potrebbe portare ad un ribasso dei voli per arrivarci.

Altissima variabilità delle tariffe 

Sono dunque lontani i tempi in cui i prezzi venivano stabiliti dagli addetti degli uffici marketing, mesi prima dell’avvio di una determinata stagione. Oggi il pricing viene stabilito dagli algoritmi di intelligenza artificiale che dinamicamente rispondono ad una serie di variabili individuali (legate a chi effettua la ricerca dei voli) e generali (di mercato, sociali ed ambientali). Il risultato di tutto questo è l’estrema variabilità delle tariffe che su uno stesso volo possono  variare decine di volte al giorno. Giusto o sbagliato? E’ semplicemente il business. L’innovazione cambia continuamente le regole del gioco e per le compagnie aeree è ormai un imperativo sfruttare le nuove tecnologie per massimizzare numero di passeggeri e ricavi. Lato consumatore questo può tradursi in tariffe a volte più alte, a volte più basse. E solo conoscendo la logica dell’algoritmo sarebbe possibile capire perché questo accade.