Away From the Keyboard: giocheremo senza giocare?

Stiamo andando verso un tipo di videogiochi in cui non sarà più necessaria la nostra presenza?

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Stiamo assistendo all’evoluzione dei videogames come li conosciamo?

Giocheremo senza giocare? Stiamo andando verso un tipo di videogiochi in cui noi imposteremo il nostro personaggio e questo si muoverà autonomamente all’interno dell’area di gioco, svolgendo le missioni anche quando noi non saremo fisicamente presenti sul gioco?
Ultimamente si sta affacciando un nuovo fenomeno tra i giochi strategici online, soprattutto i MOBA per smartphone, e che viene rappresentato dall’acronimo AFK, ossia Away From the Keyboard.

L’evoluzione dei videogiochi tattici e strategici 

Un MOBA, ossia Multiplayer Online Battle Arena, indica un videogioco tattico in cui i giocatori combattono all’interno di un’area rigidamente definita, un’arena appunto.
E’ multiplayer perché permette di comporsi in squadre, e di scontrarsi contro una squadra avversaria.
Solitamente le due squadre iniziano disposte agli estremi dell’area di combattimento, e gli obiettivi variano, tra il distruggere la squadra avversaria, conquistare la sua base situata dall’altra parte della mappa, ecc…
Il tutto avviene ovviamente online.
Si tratta di un fenomeno apparso anni fa e che nel tempo si è conquistato il massimo rispetto presso i videogiochi, tanto da richiedere l’istituzione di una nuova categoria: quella degli e-sports, ossia videogiochi così complessi e che richiedono una preparazione fisica e mentale così professionale da potere esser considerati dei veri e propri sport.

Ultimamente stiamo assistendo ad un’evoluzione di questi giochi: stiamo parlando di prodotti soprattutto mobile che, per ovviare ad eventuali perdite di connessione, permettono al nostro personaggio di proseguire la partita autonomamente finché non riprendiamo la connessione.
Uno di questi è Mobile Legends, un gioco della moonton che ha riscosso così tanto successo da generare un indotto non indifferente tra comic art, tornei, eventi anche dal vivo, e una community molto solida e affezionata.

Il nostro discorso si spinge oltre con AFK Arena [https://www.afkarena.com], della Lilith Games, il cui acronimo iniziale dovrebbe darci già delle indicazioni sulla natura del gioco.
Questo infatti presenta la funzionalità AFK come parte integrante dell’esperienza utente, e non più come un’eccezione o un evento straordinario.
“Fa sì che il tuo esercito di eroi ammassi le ricchezze per te. Tutto ciò che ti serve sono dieci minuti al giorno!”, così recita la descrizione in AppStore.

L’alba di un nuovo modo di concepire i videogames?

Una rondine non fa primavera, per cui non possono essere un paio di giochi a farci acclamare alla rivoluzione videoludica.
Ma se invece situiamo tutto ciò all’interno del continuum dell’evoluzione dei videogames, allora possiamo intuirne le potenzialità per il futuro.
Sebbene questo possa sembrarci una trovata di questi ultimi anni, in realtà stiamo parlando di una funzione che affonda le radici nella notte dei tempi dei videogames moderni.
Pensiamo ad esempio a tutti quegli strategici o tattici in cui la nostra ambientazione si evolve anche in nostra assenza.

In giochi come FarmVille ad esempio il raccolto cresce anche quando siamo lontani dal gioco, tanto che è lui stesso a richiamarci all’ordine attraverso le notifiche.
Ma il vero punto di svolta in questo senso lo abbiamo con giochi come Clash of Clans.
Qui noi impostiamo un villaggio con i suoi edifici, le sue difese e il suo esercito.
L’esercito ci serve per razziare i villaggi avversari, ma è con le difese che avviene il fatto interessante.
Infatti nel momento in cui noi attacchiamo un villaggio non abbiamo a che fare con l’altro giocatore in modo diretto, ma ci scontriamo contro le difese che questo giocatore ha preparato in anticipo, e che agiscono contro di noi guidate dal gioco.
La stessa cosa avviene nel momento in cui un altro giocatore attacca il nostro villaggio, cosa che può avvenire anche quando noi non siamo sul gioco, tranquilli che le difese da noi preparate proteggeranno i nostri edifici e le nostre risorse.

Non gestiremo più il gioco, ma l’algoritmo che governa il gioco? 

Una domanda importante nel momento in cui la inseriamo nel contesto sociale, tecnologico e culturale in cui stiamo vivendo.
Oramai la Realtà in cui noi esseri umani ci stiamo muovendo si è alzata di livello.
Fino a pochi anni fa l’unica nostra Realtà era il Mondo come lo percepivamo con i nostri sensi, ma con l’avvento del digitale le cose si sono complicate e arricchite di un livello in più: una dimensione costruita dai dati, complice la sempre maggiore quantificazione della nostra vita quotidiana.

Noi ieri non siamo usciti a correre un po’, oppure a farci tre giri del nostro quartiere: siamo usciti e abbiamo corso per 4,7 chilometri.
Oggi non abbiamo mangiato più del solito: abbiamo ingerito 460 Kcalorie più di ieri.
E questa settimana non abbiamo avuto un sonno altalenante: possiamo proprio vedere il grafico dell’andamento settimanale del nostro riposo notturno.
Smart watch che misurano costantemente la fisiologia del nostro organismo, Apps per misurare le calorie e le sostanze nutritive dei cibi che ingeriamo, altre che misurano il nostro sonno sono un segno dei tempi digitali che stiamo vivendo, e soprattutto di come noi stiamo indiziando a concepire noi stessi con occhi digitali, e quindi quantificati con enorme precisione.

Dati che spesso le nostre risorse cognitive non sono in grado di gestire per cui sentiamo il bisogno di dotarci di supporti esterni quali calcolatrici prima, computer poi e, adesso, imponenti sistemi di machine learning, cognitive computing e intelligenza artificiale.
E man mano che ci affideremo a questi sistemi, a loro delegheremo sempre più la gestione della nostra vita quotidiana.
Fino a quando non lasceremo che questi sistemi interagiscano tra loro al posto nostro, come sta già accadendo su larga scala.
Oramai abbiamo machine learning e AI per individuare i video deep fake creati da altre machine learning e AI.
Abbiamo algoritmi che ci suggeriscono quando è il momento migliore per giocare in Borsa e che entrano in concorrenza con gli algoritmi di altre Società.
Presto i veicoli a guida autonoma si coordineranno con magazzini totalmente automatizzati per la raccolta delle merci, e con droni per la consegna davanti alla porta di casa.

E noi rimarremo qui, e il nostro compito non sarà più gestire il nostro Mondo, ma gestire gli algoritmi che a loro gestiranno il nostro Mondo per noi.