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Ecco la piattaforma SIISL: così INPS aiuta il mercato del lavoro digitale

Istituito presso il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, il Sistema Informativo per l’Inclusione Sociale e Lavorativa (SIISL), realizzato dall’INPS, favorirà l’interoperabilità di tutte le piattaforme digitali dei soggetti accreditati al sistema sociale e del lavoro.

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Ecco la piattaforma SIISL: così INPS aiuta il mercato del lavoro digitale

Con il Decreto lavoro è stato introdotto il Sistema Informativo per l’Inclusione sociale e lavorativa, la cosiddetta piattaforma SIISL? Di che cosa si tratta?

Il SIISL è una piattaforma innovativa, introdotta dal decreto-legge 4 maggio 2023, n. 48, che consente di associare alle richieste di occupazione le offerte di lavoro disponibili. In più, qualora il lavoratore non abbia le competenze necessarie per rispondere ad offerte di lavoro sul suo territorio, dà la possibilità di individuare corsi di formazione per svilupparle o politiche attive del lavoro per essere adeguatamente indirizzato.

In questo modo, la povertà e l’esclusione sociale si affrontano dando a ciascuno un’opportunità lavorativa immediata oppure un percorso indennizzato per allineare il proprio profilo professionale alle richieste del mercato, per colmare quei gap che gli impediscono in concreto l’inserimento sociale.

Questo è un aiuto che lo Stato può e deve assicurare, ben più prezioso di un reddito temporaneo. Nel rispetto della dignità personale, si garantisce un supporto per costruire le basi di una condizione economica permanente più stabile.

Si tratta quindi di un mercato del lavoro digitale. Come funziona?

È molto semplice: gli iscritti al SIISL presentano in piattaforma il proprio curriculum e possono visionare già nell’immediato le offerte di lavoro disponibili a sistema. Inoltre, indicheranno almeno tre agenzie per il lavoro – o comunque enti autorizzati all’attività di intermediazione - che si attiveranno per offrire possibilità lavorative in linea con il profilo professionale.

Nell’ipotesi in cui le competenze non siano adeguate rispetto ai posti di lavoro disponibili, sulla piattaforma sono visionabili i corsi formativi ai quali accedere per costruire le skill adeguate alle richieste del mercato.

L’iscritto, quindi, può concludere un patto di servizio personalizzato. Attraverso questo patto, registrato sul SIISL, l’utente è preso in carico e indirizzato verso il percorso di inserimento lavorativo ritenuto più idoneo. Attraverso la profilazione sono valorizzate le competenze e le potenzialità di ciascuno, definiti degli obiettivi e quindi progettato un piano di azione individuale che determini l’inserimento o il reinserimento lavorativo. Durante il percorso formativo o di inserimento lavorativo, l’utente può contare su un supporto economico (Supporto per la Formazione e il Lavoro) erogato dall’INPS.

In passato ci sono stati molti tentativi, senza particolare successo, di avvicinare la domanda e l’offerta di lavoro. Perché secondo lei una piattaforma digitale dovrebbe riuscire?

Sono sicuro che il SIISL riuscirà ad incidere sui livelli di occupazione, perché può sfruttare la potenza delle informazioni e dei dati.

La tecnologia consente all’utente di trovare, in un unico posto, virtualmente riuniti, tutti soggetti pubblici e privati che attualmente guidano nel percorso di attivazione lavorativa: Regioni, Centri per l’impiego, Enti formatori e Agenzie per il lavoro accreditate, Servizi sociali, INPS.  

Gli interventi di ciascuno di questi Enti oggi sono finalmente integrati e coordinati per le esigenze specifiche del singolo utente.

Questo aumenta in modo esponenziale le possibilità concrete di inserimento lavorativo. Entro la fine dell’anno, l’incrocio tra profilo individuale e posto di lavoro adeguato o corso di formazione opportuno, sarà ancor più veloce perché operato con sistemi di intelligenza artificiale. 

Ma c’è molto di più. La disponibilità dei dati relativi alle domande di lavoro e le offerte sui singoli territori può orientare gli interventi di politica attiva e la formazione. Tutte le iniziative potranno essere scientificamente indirizzate verso le effettive esigenze per lo sviluppo economico del territorio.  

Inoltre, potrà essere misurata l’efficacia formativa di ogni singolo intervento: numeri alla mano, le risorse pubbliche potranno essere gradualmente destinate solo ai corsi che nel tempo hanno dimostrato di aver portato effettivamente all’inserimento lavorativo.

Un cambio di paradigma dirompente.

Il Decreto lavoro è stato pubblicato il 4 maggio 2023, la piattaforma è attiva dal 1° settembre 2023. Come si è riusciti a realizzare un progetto tecnico così complesso e a mettere insieme tanti enti diversi in un tempo breve?

Siamo riusciti a realizzare la piattaforma SIISL in pochi mesi grazie alle capacità tecniche dell’INPS, a cui il decreto stesso ha affidato questo compito sfidante, sotto il coordinamento del Ministero del lavoro e delle politiche sociali.  L’Istituto ha dimostrato, e continua a dimostrare, una grande capacità d’innovazione, organizzativa e progettuale. L’idea vincente è stata infatti proprio a livello di progetto: la piattaforma è stata disegnata come un grande orchestratore. Il SIISL si collega con tutti gli applicativi in uso presso i diversi Enti coinvolti e procede allo scambio dei dati. Nessun attore ha dovuto apportare modifiche ai sistemi in uso. Neppure ci sono stati interventi sulle competenze. L’accordo è stato immediato perché è stato da subito evidente che la messa a sistema, il coordinamento delle azioni di ciascuno avrebbe giovato a tutti. E prima di ogni cosa ai cittadini.

Come previsto dal decreto, dal primo settembre gli utenti hanno potuto presentare domanda di Supporto per la Formazione e per il Lavoro e registrarsi sul SIISL e già il 27 dello stesso mese, coloro i quali hanno completato il percorso di attivazione e si sono iscritti ai corsi o alle iniziative di politica attiva in tempo utile, hanno ottenuto l’indennità prevista di 350 euro.

Attualmente al SIISL possono iscriversi solo gli utenti che hanno i requisiti per il Supporto Formazione e per il Lavoro. Quali sono le prospettive future?

I primi che hanno avuto accesso sono le persone in condizione di maggior bisogno, ma il sistema è stato progettato e implementato in modo modulare e flessibile per adattarsi a ulteriori sviluppi, come includere progressivamente diverse categorie o aprire a nuovi soggetti che possano offrire posti di lavoro o occasioni formative.  

Il prossimo passo è legato allo sviluppo e alla realizzazione dell’assegno di inclusione (ADI), a cui già stiamo lavorando con il Ministero del Lavoro. L’ADI è la seconda misura pensata dal Governo per sostituire il reddito di cittadinanza e entrerà in vigore a gennaio 2024, dopo il Supporto formazione e lavoro partito il 1 settembre scorso. L’ADI è destinato ad una platea molto ampia di circa 750 mila famiglie.

L’ambizioso obiettivo è di costruire, nel tempo, un mercato del lavoro digitale completo, in cui l’esperienza e la professionalità di tutti gli Enti che lavorano nel settore sia valorizzata e allo stesso tempo integrata, in modo da ottenere la massima efficienza del sistema di inserimento lavorativo per mirare alla piena occupazione. Laddove ci sia conoscenza profonda delle esigenze di ciascun territorio per lo sviluppo economico e siano disegnati coerenti percorsi di formazione professionali, la piena occupazione non è un sogno, ma una possibilità concreta che l’acquisizione e la corretta gestione dei dati consente.

È una rivoluzione straordinaria e silenziosa già in corso. 

DATI

Domande di Assegno d’inclusione –

ADI (domande attese nel 2024):                                                   737.400

di cui:

con almeno un minore                      348.100

con almeno un disabile                     215.800

con almeno un anziano                     341.700

 

Numero domande Supporto formazione lavoro (SFL)

(dati al 1/11/2023)                                                                      112.000

 

Regioni con il più alto numero di domande SFL:

Campania                                                                                30.200

Sicilia                                                                                       25.800

Calabria                                                                                     9.700

Lazio                                                                                          8.500

Puglia                                                                                         7.500

Lombardia                                                                                 6.400

Piemonte                                                                                   4.900         

 

Livello di scolarizzazione:

Licenza media                                                                      45,5%

Diploma istruzione di II grado                                             35,6%

Licenza elementare                                                                7,5%

Laurea                                                                                      4,7%

Diploma specializzazione                                                     1,7%

Altro                                                                                         5,0%          

 

Iscritti al Sistema informativo, inclusione,

sociale e lavorativo (SIISL)                                                   107.000

Curriculum Vitae inseriti in SIISL                                           69.000

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