Quanti stanno guadagnando con il Bitcoin e quanti stanno perdendo? I risultati shock di uno studio

Secondo una ricerca della Bank for International Settlements oltre l’80% di chi ha investito nella criptovaluta più importante sta perdendo soldi

Quanti stanno guadagnando con il Bitcoin e quanti stanno perdendo? I risultati shock di uno studio
Foto Ansa

Le bolle finanziarie sono schema Ponzi giganteschi (ovvero truffe). Sono fenomeni ciclici e perfettamente naturali. Non esiste un singolo responsabile in quanto sono il risultato dell’avidità di tutti i partecipanti. Rispettano sempre alcune regole di base. La prima è l’esistenza di una narrazione popolare sull’avvento di un nuovo El Dorado che consente a tutti di arricchirsi velocemente. La seconda è che prima o poi scoppiano (è solo una questione di tempo). I primi partecipanti (pochi) guadagnano, gli ultimi (molti) restano con il cerino in mano e pagano il conto.

Uno studio pubblicato dalla BIS (Bank for International Settlements), la più antica istituzione finanziaria internazionale fondata nel 1930 a Basilea, di proprietà di 60 banche centrali tra cui la Bce, dimostra che anche la bolla delle criptovalute non fa eccezione alle regole sopra indicate. Lo scoppio delle quotazioni avvenuto a partire dalla seconda parte del 2021 e proseguito per tutto il 2022 ha lasciato il cerino in mano agli ultimi arrivati. 

Lo studio della BIS si è basato sull’analisi dei downoload delle principali applicazioni utilizzate per acquistare criptovalute. Come si può vedere nel grafico sottostante, quasi i tre/quarti degli investitori (colonne in rosso a destra) hanno scaricato una app di trading con il prezzo del Bitcoin superiore ai 20 mila dollari.

La quotazione del Bitcoin dal massimo oltre i 60 mila dollari (inizio novembre 2021) è scesa abbondantemente sotto 20 mila dollari, posizionandosi in area 16 mila dollari. Complessivamente la correzione ha superato il 75%.

Ipotizzando (come fatto dagli economisti della BIS) un investimento di 100 dollari al mese dal momento del download dell’app in poi, ben l’81% degli investitori sta registrando una perdita compresa tra i 250 e i 1000 dollari (colonne in rosso a sinistra nel grafico di sotto). Solamente chi è entrato nel mercato prima che Bitcoin diventasse un fenomeno di massa sta riuscendo a guadagnare (colonne azzurre a destra). 

Come si può vedere sopra solo una piccola percentuale di investitori ha un guadagno superiore ai 10 mila dollari (utime due colonne azzurre a destra). La maggior parte deve accontentarsi di un profitto inferiore ai 1000 dollari (prime 4 colonne azzurre). Quelli con profitti superiori ai 100 mila dollari (ultima colonna azzurra a destra) sono una esigua minoranza. Uno scenario dunque molto diverso da quanto descritto dalla narrazione ufficiale sulle criptovalute.

Lo studio della BIS ha messo in evidenza che il download e l’utilizzo quotidiano delle app di trading è esploso nel 2021 ovvero nei mesi successivi al primo grande rialzo dei Bitcoin.

Una conferma che anche nel caso della bolla delle criptovalute si è attivato il meccanismo psicologico del FOMO (fear of missing out) ovvero la paura di essere tagliati fuori da una grande opportunità di ricchezza. Il grafico di sopra mostra che il fenomeno si è ripetuto anche dopo il secondo boom delle quotazioni avvenuto tra il luglio e il novembre del 2021.

Chi sono stati gli acquirenti di Bitcoin? Secondo i dati raccolti dalla BIS in prevalenza sono stati maschi con una età inferiore ai 35 anni.

A partire dalla fine del 1800 in poi in Occidente praticamente ogni generazione si è scottata le mani con una bolla finanziaria. Le criptovalute sono una lezione di vita importante per i millenials e la generazione Z: contrariamente a quanto può affermare un certo tipo di narrazione economica, non esistono modi semplici e non rischiosi per diventare ricchi in poco tempo.