[Intervista] “eToro punta ad aprire i mercati finanziari a tutti, queste le nostre mosse”

Tiscali News ha sentito Emanuela Manor, country manager Italia della nota piattaforma di trading israeliana che conta 24 milioni di utenti nel mondo

eToro punta ad aprire i mercati finanziari a tutti, queste le nostre mosse
Foto Ansa

Uno dei settori più impattati dalla rivoluzione digitale è sicuramente quello finanziario. La nascita e la diffusione del trading online risalgono ai primi anni di internet, quelli a cavallo tra la fine del XX secolo e l’inizio del XXI, ma nonostante siano passati oltre 20 anni l’ondata di innovazioni non si arresta. Un esempio importante è eToro, piattaforma israeliana nata nel 2007 che nonostante una concorrenza agguerrita è riuscita ad imporsi raggiungendo ben 24 milioni di utenti registrati in 100 paesi del mondo. Senza alcun dubbio si tratta di una delle realtà più interessanti dell’attuale panorama finanziario internazionale. Tiscali News ha deciso di sentire la country manager Italia, Emanuela Manor, per provare a capire le strategie e le peculiarità dietro questo successo di mercato.

Partiamo dalla mission aziendale. Quale è l’obiettivo di eToro?
“eToro nasce con l’idea di aprire i mercati finanziari ovvero di dare a tutti l’opportunità di accedervi in maniera trasparente e semplice”.

Già le prime piattaforme di trading online si sono presentate al mercato con questa mission. Cosa vi differenzia da loro?
“Fondamentalmente due cose. La prima è che eToro è una piattaforma multi asset che dà la possibilità di investire non solo in azioni o etf ma anche nel mercato valutario e nelle criptovalute. Il nostro utente può dunque costruire portafogli di investimento estremamente diversificati.  La seconda è che siamo stati i primi in assoluto ad introdurre il social investing che aiuta tantissimo i piccoli investitori a prendere contatto con i mercati finanziari”.

Cosa è il social investing?
"In primo luogo è una community all’interno della quale è possibile condividere strategie di investimento, idee e notizie su vari mercati. Questa condivisione è una importante fonte di educazione finanziaria. In secondo luogo è una innovativa modalità di investimento che consente ai singoli iscritti alla piattaforma di copiare integralmente portafogli tematici creati da noi o da altri utenti. Questo tipo di operatività, che si chiama copy trading, è l’unicità di eToro. Diversi competitor hanno provato a copiarci ma senza successo”.

Nel momento in cui si decide di replicare il portafoglio di un altro utente si acquistano tutti gli asset da lui posseduti?
“Assolutamente sì ma con una differenza rispetto alle altre piattaforme di trading: l’azionario frazionato. Di cosa si tratta? Semplicemente del fatto che grazie a eToro non è necessario acquistare l’intera azione ma anche una singola frazione. Questo è un aspetto molto importante soprattutto nel mercato azionario americano dove singoli titoli hanno quotazioni di centinaia e anche migliaia di dollari. Amazon, per esempio, costa oltre 3 mila dollari. Per un investitore che non dispone di grandi capitali può essere complesso investire nella società fondata da Jeff Bezos, con noi invece può farlo acquistando una piccola frazione”.

Tecnicamente come è possibile fare questo?
"E’ molto semplice. La singola azione viene acquistata da eToro che la fraziona e la rivende ai singoli utenti in parti più piccole”.

Un tema molto sentito dai risparmiatori italiani è quello delle garanzie. In caso di fallimento di eToro cosa succede ai fondi depositati dagli investitori?
“Siamo una piattaforma regolamentata in Europa e forniamo le garanzie previste dal settore. Nel caso ci dovesse essere un fallimento di eToro gli utenti rivolgendosi alle autorità competenti, nel nostro caso l’ente regolatore cipriota, potranno ottenere un rimborso massimale di 20 mila euro. Di nostra iniziativa abbiamo però introdotto anche un secondo meccanismo di rimborso. Una copertura assicurativa stipulata con la Lloyd che in caso di fallimento distribuisce quote di capitale di un paniere di asset fino a 1 Milione di Euro. Le informazioni sulle garanzie esistenti sono ovviamente illustrate dettagliatamente nel nostro sito”.

Non solo eToro ma in generale tutte le nuove piattaforme di investimento emergenti danno molta rilevanza al trading sui CFD ovvero all’investimento sul mercato valutario con leva finanziaria. Sul vostro sito informate che il 68% degli investitori retail ha perso soldi negoziando CFD. Il dato è ancora più alto in altre piattaforme. Visti questi dati è giusto consentire ai piccoli investitori l’accesso a questo tipo di strumenti finanziari? Non sarebbe più corretto riservarli ai soli investitori professionisti?
"Come ho detto prima la nostra mission è aprire i mercati finanziari a tutti e questo significa anche dare la possibilità ai piccoli investitori di operare su strumenti un tempo riservati agli operatori professionisti. Accedere ad una vasta gamma di prodotti è positivo perché consente di ampliare le opportunità di diversificazione. Siamo però consapevoli che si tratta di strumenti rischiosi ed infatti su questo punto siamo molto chiari con i nostri utenti. Suggeriamo i CFD solo a quelli che hanno molta dimestichezza con i mercati finanziari. C’è comunque da dire che al momento l’interesse degli iscritti alla nostra piattaforma per questa tipologia di asset è decisamente minore rispetto al passato. Oggi l’interesse maggiore è per l’azionario e per le criptovalute”.

A proposti di criptovalute le opinioni degli esperti sul tema sono contrastanti. Per alcuni si tratta di una bolla destinata prima o poi ad esplodere per altri no. A suo avviso sono da evitare o si tratta di asset su cui vale la pena investire?
"Io credo che anche in questo caso valga il principio della diversificazione. Si tratta di prodotti da inserire all’interno di un portafoglio equilibrato con una visione a lungo termine. Come eToro vediamo dunque un futuro per questo tipo di strumenti e non semplicemente una opportunità di speculazione a breve termine da non perdere. Allo stesso tempo però pensiamo che sia necessario fare passi avanti nella regolamentazione del vasto mondo dei cripto asset”.

Emanuela Manor