Le banche italiane chiedono di sperimentare l'euro digitale

L'ABI pubblica un comunicato ufficiale con cui chiede esplicitamente la creazione di una CBDC della BCE

L'associazione delle banche italiane (ABI) ha di fatto chiesto con un comunicato pubblico di sperimentare l'euro digitale

In realtà le sperimentazioni dell'euro digitali sono già stata avviate, in Francia, ma per ora si tratta solo di sperimentazioni tecniche, atte a testare il corretto funzionamento della tecnologia su cui si dovrebbe basare. 

Il comunicato dell'ABI invece va ben oltre, perchè chiede esplicitamente una valuta digitale che ottenga la fiducia dei cittadini. In altri termini chiede che la sperimentazione non serva solamente a valutarne la fattibilità tecnica, ma anche i presupposti per far sì che tale moneta sia effettivamente poi utilizzata dai cittadini. 

In particolare sostengono che la CBDC europea (Central Bank Digital Currency), ovvero il cosiddetto euro digitale emesso dalla Banca Centrale Europea (BCE), potrebbe essere una "evoluzione del denaro contante". 

Infatti è proprio questo uno dei maggiori vantaggi di un euro nativamente digitale. 

La principale distinzione tra gli euro tradizionali che vengono già scambiati tutt'oggi con strumenti digitali, ed un euro completamente e nativamente digitale, è il registro contabile su cui vengono memorizzate le transazioni. 
Nel caso di un euro digitale si tratterebbe di un unico registro, creato e gestito dalla BCE, in grado di centralizzare non solo la registrazione delle transazioni, ma anche e soprattutto i controlli. 

Bisogna infatti tenere presente che gli strumenti con i quali si utilizzeranno gli euro digitali molto probabilmente non saranno anonimi, ma richiederanno la verifica dell'identità. 
Le banconote invece non richiedono la verifica dell'identità, mentre l'utilizzo di strumenti di pagamento digitali, come ad esempio le carte di credito o debito, pur richiedendo la verifica dell'identità non prevede che tutte le transazioni siano memorizzate su un unico registro a cui la BCE possa avere accesso diretto. 

In altre parole un euro digitale potrebbe costituire un significativo passo in avanti verso l'abolizione dell'anonimato per quanto riguarda le transazioni nella valuta legale dell'eurozona, ed è probabilmente proprio per questo motivo che le banche, ovvero gli attori principali nella lotta ad esempio al riciclaggio di denaro sporco, sembrano essere così interessati al suo sviluppo. 

Va tuttavia anche detto che l'euro digitale non apparterrà affatto alla categoria delle criptovalute, perchè non sarà altro che una versione nativamente digitale della nostra tradizionale valuta fiat

Una cosa che non va dimenticata è che, a fianco degli euro tradizionali, esistono però già anche dei cosiddetti "crypto-euro", ovvero dei token di criptovaluta che hanno lo stesso valore degli euro perchè sono facilmente ed immediatamente convertibili in euro con rapporto 1:1. 

Uno di questi crypto-euro si chiama EURS, ovvero Stasis Euro, ed è basato sulla blockchain decentralizzata di Ethereum. 
Si tratta pertanto di un token di criptovaluta a tutti gli effetti, utilizzabile anche in maniera anonima

È pertanto possibile che, qualora si diffondesse molto l'euro digitale della BCE, alcuni cittadini potrebbero preferirgli EURS, proprio perchè garantisce un maggior livello di anonimato. La vera lotta tra le valute fiat digitali (le CBDC) e le crypto-fiat (token di criptovalute) probabilmente si combatterà proprio su questo terreno.