[Intervista] In Sardegna una legge sull’uso della tecnologia blockchain: i benefici per l'economia

Tiscali News ha sentito Alessandro Solinas, consigliere pentastellato e primo firmatario della proposta

[Intervista] In Sardegna una legge sull’uso della tecnologia blockchain: i benefici per l'economia
di Francesco Piras   -   Twitter: @frapiras

Dal 2019 anche in Italia si è intensificata l’attività normativa relativa al riconoscimento legale della tecnologia blockchain, che ha visto la pubblicazione dell’articolo 8 ter della Legge 12 del 2019, e la pubblicazione ad inizio di quest’anno del report finale della CONSOB sulle “cripto-attività”.

La Regione Sicilia nel settembre 2019 ha reso legge la tracciabilità dei prodotti agroalimentari mediante blockchain. Proposte simili sono state presentate tra gli altri nei Consigli regionali di Toscana, Campania e Lazio. In molti casi queste proposte sono state presentate da Consiglieri del Movimento 5 Stelle.

Abbiamo contattato Alessandro Solinas, Consigliere pentastellato in Sardegna e primo firmatario di una proposta di Legge in Sardegna per l’uso di questa tecnologia nel settore agroalimentare sardo, per parlare di questa iniziativa e delle sue potenziali conseguenze.

In sintesi cosa prevede questa proposta di legge?

 “Prevede la creazione di una piattaforma informatica blockchain multifunzionale, da applicarsi alla tracciabilità della filiera dell’agroalimentare sardo. Non si vuole ridurre la portata della blockchain a questa sola filiera. Si è ritenuto, visto il successo che questa applicazione ha avuto e sta avendo nel resto del mondo e nel resto d’Italia, di iniziare ad introdurre la blockchain all’interno della pubblica amministrazione sarda, mediante l’applicazione a questo settore in particolare. Ciò non impedirà poi che il sistema che si andrà a creare non possa applicarsi anche ad altri settori.

L’idea è di far sì che venga percepita l’utilità e la crescita legata all’applicazione di un protocollo come la blockchain, con le sue caratteristiche di tracciabilità, immutabilità, democratizzazione, decentralizzazione, di responsabilizzazione dei produttori in questo caso, e consapevolezza dei consumatori, e infine la valorizzazione del lavoro dei produttori.

I produttori trovano una maggiore valorizzazione delle eccellenze che producono grazie alla tracciabilità e sicurezza dei dati e del beneficio che la percezione di questi fattori porterà a livello di riscontro commerciale.”

Com’è nata la legge, qual’è stato il percorso che vi ha portato ad essa?

“Questa proposta è stata presentata in tante regioni, nei cui Consigli Regionali sediamo. E’ una nostra buona pratica condividere tutte le proposte di legge che presentiamo. Inserendomi nel filone di proposte simili, sempre a tema agroalimentare, sto portando avanti questo testo che è frutto di uno studio, sia relativamente all’ambito, sia alla compatibilità e adattamento al sistema agroalimentare sardo. Si è arrivati a questa proposta di legge dopo un intenso studio, un lungo confronto con esperti sia tecnici che legali, che si occupano in Sardegna di questa tematica.

Siamo riusciti, senza voler andare troppo nel dettaglio, a fare un disegno di legge sulla blockchain che lascia molto spazio all’innovazione, senza voler eccessivamente regolamentare, demandando i particolari più tecnici agli Enti preposti dentro la Regione Sardegna che possono vantare ottime professionalità.

Abbiamo cercato in massima parte di far valere il finanziamento di questa legge su fondi europei, che sappiamo essere spesi poco e male in Sardegna, quindi sicuramente questa proposta di legge, per via del suo carattere di innovatività, ha ottime possibilità di poter rientrare nell’alveo dei progetti finanziati con fondi europei. L’auspicio è che il valore di questa proposta di legge venga percepito da tutte le forze politiche sarde.”

Avete raccolto già un feedback dagli operatori del settore agroalimentare a riguardo?

“Le persone responsabili di alcune aziende con cui ci siamo informalmente incontrati accolgono con molto entusiasmo questa innovazione. Soprattutto coloro che conoscono già le potenzialità della blockchain. La difficoltà sta nello spiegare e far percepire il valore del protocollo alle persone. La legge prevede un’attività dedicata a questo, nella formazione e informazione verso i produttori del valore aggiunto che l’utilizzo di questo protocollo possa dare.”

A parte blockchain, cosa pensi di Bitcoin e delle criptomonete?

“Credo nella decentralizzazione, non solo per gli aspetti finanziari. La mia analisi, in quanto anche giurista, si è spinta oltre l’applicazione della blockchain a Bitcoin. Se vogliamo fare un’analogia, Bitcoin ha la funzione di veicolo della blockchain verso il mondo, come questa proposta di legge vuole avere la funzione di veicolo della blockchain verso la regione Sardegna, ora più che mai vista la ancor poca conoscenza e diffidenza nei confronti del protocollo, è necessario veicolarne l’introduzione e la conoscenza tramite i mezzi che maggiormente e nel più breve tempo possibile riescano a farne percepire l’utilità ed il potenziale.  

Penso che ci sia molto di più oltre il Bitcoin, ma riconosco l’utilità delle criptovalute. Un minimo di regolamentazione deve esserci, laddove però questa non diventi talmente pervasiva da porre un freno all’innovazione.”

Su questi temi si terrà il 21 Febbraio un evento gratuito a Cagliari, organizzato dallo Studio Legale Simbula con l’Associazione Bitcoin Sardegna e l’editore Giuffrè Francis Lefebvre, maggiori informazioni in questa pagina web.