Il crollo di Terra e Luna: una lezione durissima per gli “ingenui” delle criptovalute

In poche sedute due importanti valute digitali hanno quasi azzerato il loro valore. Il peggior fallimento di sempre nelle breve storia di questo nuovo mercato. Tiscali News ne ha parlato con due esperti italiani del settore

Il crollo di Terra e Luna: una lezione durissima per gli “ingenui” delle criptovalute
Foto Ansa

Ore drammatiche per il mondo delle criptovalute dove in poche ore è andato in scena il crollo dell’ecosistema Terra, il secondo progetto più importante al mondo nell'ambito della finanza decentralizzata.

L’ecosistema Terra è stato sviluppato dalla coreana Terra Labs. Il suo fondatore Do Kwon è diventato una vera e propria celebrità nel mondo cripto. Luna e TerraUSD, noti con i simboli LUNA e UST sono i due token più importanti del progetto. UST è una stablecoin ovvero una criptovaluta ancorata al valore del dollaro. Luna è invece il token utilizzato per far funzionare l’ecosistema. All’interno del progetto sono poi state lanciate ulteriori stable coin legate alle altre principali valute del pianeta: euro, sterlina, yen.

L’obiettivo di Terra però non si limitava alla semplice esistenza di criptovalute stabili e dunque non volatili. La missione era molto più ambiziosa: diventare una piattaforma di gestione dei tre servizi finanziari fondamentali o di base: pagamenti, investimenti (scambio di titoli) e accantonamento di risparmi. Un'operazione di finanza decentralizzata, ovvero basata sulla tecnologia blockchain, dirompente in grado di rappresentare una alternativa valida al mondo dei servizi finanziari tradizionali centralizzati.

Do Kwon

Il progetto è piaciuto al mercato. Dall’inizio del 2021 l’ecosistema Terra ha conosciuto una crescita impressionante. La capitalizzazione di TerraUSD è passata da 180 milioni di dollari a oltre 18 miliardi di dollari diventando la terza stable coin più importante in assoluto dopo Tether e USD Coin.

Nello stesso periodo il prezzo di Luna ha registrato una vera e propria esplosione passando da 66 centesimi di dollaro all'inizio del 2021 al massimo storico di quasi 120 dollari lo scorso 4 maggio 2022. Luna è riuscita a salire nonostante il trend ribassista delle criptovalute negli ultimi mesi. In meno di 10 giorni è però accaduto l’impensabile: il crollo a picco del valore che si è praticamente azzerato. Oltre 40 miliardi di dollari di capitalizzazione sono andati in fumo. Lo stesso è poi capitato anche a TerraUSD.

Come sempre capita in questi casi le conseguenze sono drammatiche per migliaia di investitori che hanno perso i loro risparmi. Si tratta del più grande fallimento nella storia delle criptovalute che qualcuno ha già battezzato la nuova Lehman Brothers della finanza.

Il detonatore della crisi è stato il crollo del peg ovvero dell’ancoraggio della stable coin con il valore del dollaro. Ancoraggio realizzato algoritmicamente che a un certo punto è saltato non garantendo più la parità di 1 a 1 con la valuta americana.

Si tratta di un problema risolvibile o di un crollo definito?

Secondo Marco Cavicchioli, uno dei massimi esperti italiani di criptovalute, “in questo momento il crollo va ritenuto definitivo”. Ovvero “il progetto ora come ora è a tutti gli effetti morto, sebbene vi sia ancora la remota possibilità che possa risorgere”. “Ma - ha proseguito - visto che è crollato come un castello di carte ormai ha perso totalmente la sua credibilità, quindi anche se venisse ricostruito e riproposto al mercato potrebbe essere ignorato dagli investitori”.

Sulla stessa lunghezza un altro esperto del settore, Dario Bonanno.  “Affinché Luna si riprenda – ha spiegato a Tiscali News - dovranno affrontare il problema e mostrare chiaramente che un tale calo non si verificherà più”.

Il crollo di Terra e di Luna rappresenta una minaccia per l’esistenza dell’intero mondo delle criptovalute?

Marco Cavicchioli esclude uno scenario così catastrofico. “Al contrario – ha detto – credo che quanto accaduto finirà per fortificare Bitcoin perché farà capire alla moltitudine di investitori ignari che le criptovalute non sono tutte uguali, e che ce ne sono molte che possono fallire da un momento all'altro”. “Bitcoin – ha aggiunto - ha reagito abbastanza bene a questo evento clamoroso proprio perché c'entra poco con questi progetti basati solo sulle aspettative degli ingenui di potersi arricchire facilmente in poco tempo”.

Per Dario Bonanno però il crollo di TerraUSD e Luna pone a rischio le altre stable coin. “Alcuni mini peg (disallineamenti dall’ancoraggio alla parità con il dollaro) si stanno verificando anche su Tether e USD Coin. E’ evidente che in queste ore tra gli investitori stiano crescendo i dubbi: queste monete sono davvero affidabili o si tratta di schema Ponzi che possono andare in fumo da un momento all’altro come capitato a UST?”

Le criptovalute e la finanza decentralizzata (Defi) sono innovazioni molto importanti e positive. Allo stesso tempo non si può negare però che negli ultimi anni abbiano attirato non solo professionisti ed investitori seri ma anche un gran numero di speculatori, che sistematicamente hanno portato avanti una narrazione (propaganda) spesso e volentieri anche aggressiva nei confronti di quelli che denunciavano l’esistenza di una bolla nelle quotazioni.

Gli attacchi e l'ironia non hanno risparmiato neanche premi Nobel dell'economia e grandi investitori come Warren Buffet. Tutti "vecchi bacucchi" non in grado di capire le dinamiche del nuovo eldorado finanziario.

La vicenda di Terra e Luna è il classico nodo che viene al pettine. Il re che diventa nudo. Una vicenda che in tanti dovrebbero tenere a mente, soprattutto quelli che (come ha spiegato Cavicchioli) “puntano ad arricchirsi facilmente in poco tempo” o quelli che entrano nel mercato delle criptovalute senza una adeguata conoscenza del settore, solamente perché temono di perdere il treno, il cosiddetto effetto FOMO (Fear of missing out). Certe volte prendere il treno sbagliato può costare molto caro.