Inflazione fuori controllo: ecco perché Lagarde dovrebbe dimettersi da presidente della Bce

La banchiera centrale per mesi ha parlato di “aumento transitorio dei prezzi”. Ha ritardato fino all’ultimo il cambio della politica monetaria ma ora ammette che  “difficilmente si tornerà a una situazione di bassa inflazione”. Nel frattempo tutti gli europei sono molto più poveri

Inflazione fuori controllo: ecco perché Lagarde dovrebbe dimettersi da presidente della Bce
Christine Lagarde (foto Ansa)

Brutte notizie per le tasche degli italiani. Anzi bruttissime. L’Istat ha reso noto che a giugno l’inflazione ha accelerato di nuovo salendo all’8%, livello che non si registrava dal gennaio del 1986 quando fu pari all’8,2%. Non va meglio per l'area Euro nel suo complesso con la crescita dei prezzi che tocca addirittura l'8,6%. 

Questa volta a differenza dello Spread per gli italiani non si tratta di un fenomeno “virtuale” che al massimo aumenta i costi di rifinanziamento del debito pubblico da parte dello Stato. Questa volta si tratta di un fenomeno che morde nella carne viva le famiglie. 

Il costo delle materie prime è alle stelle da mesi e ora gli effetti incominciano a farsi sentire in modo evidente anche sul cosiddetto “carrello della spesa”.  Il costo dei beni alimentari è sempre più alto e milioni di cittadini incominceranno ad avere forti difficoltà ad arrivare alla fine del mese.

E la tagliola scatta anche sul fronte dei risparmi. Agli attuali tassi di inflazione 100 mila euro vanno incontro ad una perdita di 22 mila euro dopo 3 anni, di 34 mila euro dopo 5 anni e di ben 56 mila euro dopo 10 anni. In un decennio i risparmi di una vita intera possono essere dimezzati.

Come noto le cause della fiammata dei prezzi principalmente sono due. Tutto è iniziato con le strozzature nella supply chain ovvero delle filiere produttive e logistiche asiatiche che non sono riuscite a soddisfare la ripresa della domanda post lock down. Fenomeno iniziato già nel corso del 2021. Nel corso del 2022 la situazione si è ulteriormente aggravata con lo scoppio della guerra in Ucraina a partire da  febbraio.

Dinamica riconosciuta anche dalla presidente della Bce, Christine Lagarde. “Ci sono forze scatenate dalla pandemia e dalla situazione geopolitica che cambiano lo scenario. Non credo che torneremo a una situazione di bassa inflazione" ha spiegato la numero uno dell'Eurotower.

Sembrano lontano anni luce dunque le affermazioni rassicuranti sui prezzi della banchiera centrale francese. Solamente lo scorso autunno ospite di “Che tempo che fa” aveva spiegato agli italiani che “l’inflazione sarebbe stata temporanea” e che i forti aumenti “sarebbero spariti nel corso del 2022”.

La convinzione di un aumento “transitorio” dei prezzi ha spinto la Bce a cambiare tardivamente la politica monetaria. E questo è stato sicuramente un errore di cui la Lagarde dovrebbe rispondere agli europei.

Ad inizio giugno Francoforte ha annunciato che alzerà i tassi di interesse per la prima volta dopo dieci anni e terminerà il proprio principale programma di acquisto dei titoli di stato a partire dall’1 luglio. I tassi verranno alzati prima a 0.25% e poi a 0.5% a settembre.

Come possiamo vedere nei grafici di sotto l’azione della Federal Reserve è iniziata invece già a marzo. Quattro mesi di ritardo, quelli della Bce, che non hanno giustificazioni e che i cittadini europei molto probabilmente pagheranno a caro prezzo.

Tassi di interesse della Federal Reserve americana

Tassi di interesse della Banca centrale europea