I prezzi del carrello della spesa corrono senza freni: perché è una tassa occulta per i cittadini

Milioni di italiani si ritrovano a fare i conti l'inflazione per la prima volta. Capire le conseguenze del caro vita è molto importante

La tassa occulta dell'inflazione spiegata a chi capisce poco o niente di economia

L'Istat conferma la stima preliminare dell'inflazione a luglio: +7,9% sull'anno. Carrello della spesa +9,1%, al massimo dal 1984.

Milioni di italiani si ritrovano a fare i conti con questo fenomeno per la prima volta nella loro vita. Capire bene le conseguenze è molto importante.  

Le banche centrali (Fed e Bce) sono scese in campo per contrastare il problema. Se i rialzi del costo del denaro funzionano nel corso del 2023 l'inflazione potrebbe normalizzarsi e scendere attorno al 2%.

Ma (e questo è l'aspetto più importante da capire) il calo dell'inflazione non equivale a un calo dei prezzi. Un calo dell'inflazione significa semplicemente che gli aumenti dei prezzi saranno meno rapidi rispetto ad ora. 

I rincari degli ultimi mesi sparirebbero solo in caso di DEFLAZIONE ovvero di crescita negativa dei prezzi, scenario altamente improbabile.

Tradotto in termini pratici: la perdita di reddito reale e dunque di potere di acquisto degli ultimi mesi molto probabilmente sarà strutturale/definitiva.

In termini reali ogni italiano perderà circa l'8% del suo reddito ovvero 1600 euro ogni 20 mila euro di reddito. E non per un anno solo ma per tutti gli anni a venire.

Questa è la tassa occulta che i cittadini italiani (ma in generale europei) stanno iniziando a pagare in questi mesi.

Perché è una tassa occulta? Il motivo è semplice: perché non si riduce solo il valore reale dei redditi e dei risparmi dei cittadini ma il valore reale dei debiti, compreso quello pubblico e quello delle banche.  

Un'inflazione elevata dunque è una cattiva notizia per i cittadini ma non per Stati e banche altamente indebitati.

Un'inflazione elevata è, in estrema sintesi, un trasferimento di ricchezza definitivo a favore di tutti i soggetti indebitati del sistema economico. 

Occorre pertanto essere realisti: il forte impoverimento degli italiani avvenuto negli ultimi mesi non è destinato a sparire, non è provvisorio. Potrebbe esserlo solo in caso di deflazione o di aumento dei salari/retribuzioni.