Sanzioni alla Russia, saranno un boomerang per l'Europa e l'Italia?

Iniziamo con analizzare che tipologie di sanzioni sono state adottate e i settori che le riguardano.

Sanzioni alla Russia, saranno un boomerang per l'Europa e l'Italia?

Dopo l’inizio del conflitto l’Unione europea e gli Stati Uniti hanno iniziato a inasprire le sanzioni verso la Russia. Porteranno Putin a mollare la presa oppure si trasformeranno in un boomerang per l’Europa e soprattutto per l’Italia?

Iniziamo con analizzare che tipologie di sanzioni sono state adottate e i settori che le riguardano.

Blocchi riguardanti:

  • Il volo di aerei russi nello spazio aereo europeo;
  • Esportazione di attrezzature industriali, nuove tecnologie oltre a beni civili e militari;
  • Il sistema SWIFT per gli istituti di credito russi, ricordiamo che è il sistema che permette le transazioni internazionali in tempi rapidi;
  • L’accesso al mercato finanziario europeo per le banche russe;
  • L’autorizzazione al gasdotto North Stream 2 tra Russia e Germania.

Inoltre:

  • Il divieto di accettare depositi di cittadini russi oltre 100.000€, da parte delle banche europee;
  • Congelati i beni e asset finanziari russi, all’interno del territorio e nelle banche europee, riconducibili a società, oligarchi e banche russe. Oltre a quelli riconducibili a Putin.
  • È stata limitata l’importazione di petrolio e gas dalla Russia.

Che tipo di effetti si sono avuti da queste sanzioni e dall’inizio del conflitto?

Nell’ultimo mese:

  • Il Rublo, la valuta corrente in Russia, si è svalutato del 29% nei confronti del Dollaro USA;
  • La Banca Centrale russa ha dovuto alzare i tassi d’interesse dal 9,5% al 20%, per contrastare la svalutazione del Rublo;
  • Grano +33.71%
  • Mais +5.13%
  • Olio di semi di soia +9.19%
  • Semi di soia +5.71%
  • Zucchero +7.43%
  • Alluminio +13.73%
  • Argento +9.40%
  • Nichel +244.31%
  • Oro +1,50%
  • Palladio +6.76%
  • Rame +4.36%
  • Brent +19.97%
  • Gas Naturale +33.16%
  • Gasolio +17.49%
  • WTI +18.43%

Da questi valori possiamo analizzare quelle che saranno le conseguenze, nel breve periodo, sul costo dei prodotti finiti.

Oltre all’aumento dell’inflazione e la diminuzione del nostro potere d’acquisto, paesi come il nostro sono maggiormente penalizzati essendo dipendenti dalle principali materie prime, che siamo costretti a importare. 
Inoltre, particolare aspetto da analizzare, l’export di prodotti italiani in Russia e, viceversa, l’impatto della mancanza di russi nel nostro paese, specialmente nel periodo estivo.

La Russia è il quattordicesimo paese al mondo come esportazione per i prodotti italiani, 7 miliardi di euro ogni anno, mentre importiamo dalla Russia beni per 12 miliardi. Di questi 12 miliardi l’80% riguardano le materie prime con il gas al primo posto, per il 43% del nostro fabbisogno.

In queste ultime settimane sono aumentate ulteriormente le sanzioni, di riflesso i settori più colpiti sono stati quello automobilistico (la maggior parte della componentistica necessita di materie prime che la Russia possiede in abbondanza), i beni di lusso e le banche che sono esposte verso la Russia.

Da questi dati, credo sia abbastanza semplice capire quelle che sono e che potrebbero essere gli impatti sull’economie europee e specialmente su quella italiana.

Per poter essere autosufficienti a livello energetico e alimentari, ci vorranno anni. Forse decenni. Quindi siamo sicuri che insistere sulla strada delle sanzioni, su larga scala, sia la strada migliore?

Non fraintendetemi, la guerra e la perdita di vite umane è la cosa più brutta e deve essere assolutamente condannata, però non mi sembra che sia stato fatto il massimo per una strada del dialogo.

In questa situazione la Russia, ma anche noi europei, possiamo avere soltanto delle ripercussioni negative che non decreteranno nessun vincitore. Continuando così non ci saranno soltanto vittime nella popolazione, ma anche a livello economico. È fondamentale la strada del dialogo e trovare un compromesso, perché è questo che dovrà esser fatto per non uscirne distrutti.

La citazione di oggi, è la seguente:
“In Italia stiamo costruendo un castello di carta finanziario basato sulla cartolarizzazione del debito.”
Salvatore Settis

Rendiamo la finanza amichevole, vi aspetto.

Riferimenti