Ottobre è “Il Mese dell’Educazione Finanziaria”: una indagine sul rapporto tra educazione e denaro

N26, la prima mobile bank globale e GoStudent, scale up edutech, hanno chiesto a più di 330 genitori come gestiscono il denaro con i figli e che pareri hanno sull’educazione finanziaria

Ufficio Stampa GoStudent - N26
Ufficio Stampa GoStudent - N26

Oltre 8 genitori su 10 vorrebbero che l'educazione finanziaria fosse affrontata sui banchi di scuola e inclusa nei programmi scolastici. Questo emerge dalla ricerca condotta da N26 e GoStudent, le scaleup che hanno voluto indagare la relazione tra il denaro e le famiglie, come viene erogato, quanto alto è il suo valore e quali sono le aspettative che hanno sulla gestione del denaro dei propri figli.

Questo perché ancora gli insegnamenti finanziari sono ancora quasi completamente appannaggio delle famiglie italiane. Un fattore questo che può contribuire a creare disparità sociale e a far sì che temi come il valore del denaro e l’importanza del risparmio rimangano una prerogativa dei ragazzi con i genitori più istruiti e abbienti. 

In altri Paesi, come il Portogallo e in molti Stati americani, l’educazione finanziaria è, invece, da tempo materia scolastica obbligatoria. Nell’attesa che la finanza venga affrontata sistematicamente anche dalle scuole italiane, enti privati e istituti bancari possono rivestire un ruolo chiave e offrire un importante supporto alle famiglie. È, infatti, solo attraverso una cultura finanziaria solida che i ragazzi saranno in grado di gestire gli imprevisti finanziari e assumere decisioni in futuro.

I risultati della ricerca: 7 famiglie su 10 danno la paghetta ai loro figli per responsabilizzarli

Dallo studio condotto su un campione di genitori con figli della Generazione Alpha e Z è emerso che la “paghetta” è ancora una pratica ampiamente diffusa tra le famiglie italiane. Infatti, quasi 7 genitori italiani su 10 hanno dichiarato di dare dei soldi ai propri figli per abituarli a fare qualche spesa in autonomia e responsabilizzarli. 

Per il 40% dei ragazzi la “paghetta” ammonta a €10/20 ed è percepita a cadenza settimanale. Con il salire dell’età aumenta la quantità di denaro messo a disposizione delle famiglie e anche l’erogazione: dopo i 16 anni, la paghetta arriva mensilmente, così da poterli abituare a pianificare la gestione di una forma più grande di denaro.  

L’obiettivo è sensibilizzarli al risparmio: oltre il 91% i genitori che ritengono sia importante trasmettere ai propri figli, fin da quando sono piccoli, le prime nozioni di educazione finanziaria. Il 61% ha, inoltre, dichiarato di affrontare regolarmente il tema del risparmio e di fare il possibile per trasmettere questo valore ai propri figli e sensibilizzarli. 

"La cultura finanziaria è una competenza fondamentale per la vita. Dare una paghetta ai propri figli è un modo per lasciarli liberi di scegliere, ma anche per metterli alla prova, ponendo le basi di quell’educazione finanziaria di cui il nostro Paese è ancora carente. Infatti, avere a disposizione del denaro permette a bambini e ragazzi di soddisfare dei piccoli desideri, ma allo stesso tempo di imparare ad apprezzare il valore delle cose e a gestire i propri soldi”, ha dichiarato Mariano Demartino, Country Manager di GoStudent Italia. “Questa indagine è solo la prima di tutta una serie di attività nate dalla sinergia tra GoStudent e N26. Grazie a questa partnership, vogliamo avvicinarci sempre di più alle famiglie e incoraggiare i genitori italiani, così come gli insegnanti, ad inserire l’educazione finanziaria nel proprio dialogo educativo”,

“Come banca digitale, N26 ha nel proprio dna l’obiettivo di avvicinare le persone al mondo della finanza con semplicità e sicurezza. Due parole chiave che devono, a mio parere, guidare anche i percorsi di alfabetizzazione finanziaria per i più giovani, affinché possano imparare a gestire le proprie finanze con competenza, ma soprattutto con serenità  - commenta Andrea Isola, General Manager Italy and South-Eastern Europe di N26 Bank - I dati emersi dalla ricerca con GoStudent tracciano una fotografia chiara: se da un lato i ragazzi si approcciano autonomamente al risparmio, iniziando ad accantonare parte della paghetta, dall’altro arriva una richiesta chiara da parte delle famiglie. C’è bisogno di formazione su questi temi, di interlocutori terzi che supportino le famiglie nei percorsi di educazione finanziaria che possono partire in casa, ma devono continuare altrove. La partnership tra N26 e GoStudent è un primo passo in questa direzione e l’impegno come banca è quello di continuare a mettere a disposizione il nostro know-how per la creazione di una cultura finanziaria sempre più solida e inclusiva”.