Borse mondiali sotto pressione: le 3 cause che stanno alimentando le vendite degli investitori

Da inizio anno perdite a doppia cifra per tutti in principali listini. Sotto pressione in particolare i titoli tecnologici con il Nasdaq che ha lasciato sul campo quasi il 30%

Borse mondiali sotto pressione: le 3 cause che stanno alimentando le vendite degli investitori
Foto Ansa

Non è decisamente un bel periodo per le Borse. Un mix esplosivo di cause sta mettendo a dura prova i listini di tutto il mondo. La crisi dei mercati dura ormai da tutto il 2002 ma ad aprile e a maggio le vendite sono state molto intense. 

Il Dow Jones è passato dai 37 mila punti di inizio anno a 32.500 (flessione di oltre il 12%), il Nasdaq da 16 mila punti a 11.600 (ribasso di oltre il 27%). Perdita a doppia cifra (-16%) anche per il FtseMib, l'indice principale della Borsa italiana. 

IL CAMBIO DI POLITICA MONETARIA 

La prima causa dietro l'accelerazione del ribasso è l'azione delle banche centrali che rapidamente si stanno avviando ad aumentare i tassi di interesse e a ritirare le misure di stimolo messe in campo per la pandemia, nel tentativo di contenere l'inflazione.

Per riportare stabilità nei prezzi la Fed si è lanciata nella campagna di rialzi dei tassi di interesse più aggressiva dal 1980 accompagnata da una rapida riduzione del bilancio, schizzato a 9.000 miliardi di dollari con la pandemia. Dopo aver alzato i tassi di un quarto di punto in marzo, la banca centrale americana li ha ritoccati di un altro mezzo punto in maggio e ha aperto la porta a una serie di rialzi da 50 punti base nelle prossime riunioni

Misure che inevitabilmente avranno anche effetti sulla crescita dell’economia. Gli economisti temono che la stretta rischia di far scivolare in recessione l'economia americana. Visti gli alti tassi di inflazione europei anche la Bce non potrà che seguire la via già intrapresa dalla Fed.

Jerome Powell, presidente della Federal Reserve (Fed)

LA PANDEMIA NON SUPERATA 

Sullo sfondo rimane anche il problema della pandemia, nelle ultime settimane finito in secondo piano a causa della guerra. Preoccupano in particolare le notizie che arrivano dalla Cina dove i lockdown per il Covid iniziano a farsi sentire sul settore produttivo. E questo fa tremare il resto del mondo sempre più dipendente dalla fabbrica cinese.

LA PACE SEMPRE PIU' LONTANA IN UCRAINA 

Terzo elemento di crisi infine (dopo politiche delle banche centrali e pandemia) è ovviamente la guerra in Ucraina. Le sanzioni economiche contro la Russia si stanno rivelando un pericoloso boomerang in particolare per l’Europa. Purtroppo l’intransigenza americana sta lasciando poco spazio per una rapida conclusione del conflitto.

LA CRISI DELLE CRIPTOVALUTE 

Da evidenziare anche il crollo di bitcoin e delle altre criptovalute. La fuga degli investitori dagli investimenti più rischiosi non risparmia dunque neanche le monete digitali e questo mette fine definitivamente all’ipotesi (sogno per qualcuno) che le cripto potessero essere il nuovo bene rifugio. 

IL RITORNO DELLO SPREAD 

Sul mercato dei titoli di Stato infine da sottolineare anche il rialzo dello spread, tra il decennale italiano e quello tedesco, tornato sopra i 200 punti. Per l'Italia oltre all'azionario anche l'obbligazionario può essere fonte di "dolore" e preoccupazione. Il rendimento dei BTP sta rapidamente salendo su tutte le scadenze e questo inevitabilmente avrà ripercussioni sui conti pubblici.