Aumento dei tassi d’interesse, recessione e stagflazione: come difendersi

Negli ultimi periodi, rialzo dei tassi d’interesse da parte delle Banche centrali, per combattere l’impennata dell’inflazione. Sempre più spesso sentiamo parlare di recessione e anche di stagflazione. Ci stiamo avvicinando a questa fase?

Aumento dei tassi d’interesse, recessione e stagflazione

Negli ultimi mesi e soprattutto nelle ultime settimane, abbiamo dovuto affrontare il rialzo dei tassi d’interesse da parte delle Banche centrali, per combattere l’impennata dell’inflazione.
Di conseguenza sentiamo parlare anche di un possibile spettro di recessione e per qualcuno anche di stagflazione.

Riepiloghiamo quello che è l’impatto del rialzo dei tassi d’interesse sulle obbligazioni e il significato di questi termini.

La variazione del prezzo di un’obbligazione è inversamente proporzionale alla variazione dei tassi d’interesse, sei i tassi aumentano il prezzo scende, se i tassi scendono il prezzo aumentano.

Il prezzo di un’obbligazione varia maggiormente anche in base alla solvibilità dell’emittente, cioè di colui che è garante del rimborso del titolo, per questo motivo è importante valutare il rating della società, più è sicura e minore sarà il rendimento dell’obbligazione o del Titolo di Stato.

Il prezzo varia durante tutta la durata di vita del titolo, non rimane fisso, in quanto subisce le variazioni dell’andamento dei tassi e della solidità della società o stato che lo ha emesso.

In base a questo, incide sul prezzo la cedola (se a tasso fisso oppure variabile) e anche quanto tempo rimane alla scadenza per il rimborso.

Ricolleghiamoci alla variazione del prezzo in funzione dei tassi, perché si muovono in maniera inversa?

Facciamo un esempio pratico:

Obbligazione tasso fisso 1,35%, scadenza 10 anni, prezzo 100,10. Se i tassi salgono, aumenterà la cedola d’interesse per le nuove emissioni, conseguentemente saranno meno appetibili i titoli già emessi avendo cedole più basse. Conseguentemente il prezzo di quest’ultimi scenderà, viceversa se i tassi d’interesse scendono e le nuove emissioni avranno un tasso più basso.

Sulle obbligazioni a tasso variabile, l’incidenza maggiore sarà sugli interessi della cedola, che aumenterà o diminuirà direttamente in funzione della variazione dei tassi.

Di seguito una tabella riepilogativa sulla variazione del prezzo in funzione dei tassi d’interesse e quando incide sulle varie scadenze dei BTP:

Questo per capire il motivo per il quale il mercato obbligazionario, in questo inizio di 2022, ha avuto il più grosso calo degli ultimi trent’anni.

Aumenta il costo delle materie prime, aumenta l’inflazione e di conseguenza i prezzi sui prodotti finali.
Le persone hanno meno soldi da spendere per quello che riguarda i beni che non sono di prima necessità.
Quindi circolano meno soldi e le aziende subiscono ripercussioni sui loro fatturati, oltre al fatto che si finanziano a interessi più alti causa il rialzo dei tassi. Per questo all’orizzonte si può intravedere lo spettro della recessione.

L’Enciclopedia Treccani definisce la recessione: Come la fase del ciclo economico, identificata da una riduzione del livello (o, più raramente, del tasso di crescita) dell’attività economica aggregata, misurata tipicamente dal PIL, in almeno due trimestri consecutivi.

Poi, una fase successiva alla recessione potrebbe portare a una di stagflazione.
Il termine stagflazione viene definito dall’Enciclopedia Treccani, come la fase del ciclo economico caratterizzata da stagnazione e inflazione; detta anche inflazione recessiva.

Stagflazione = stagnazione economica + inflazione

La prima volta che è stato usato questo termine è stato negli anni’70, dopo un periodo di forte crescita economica post seconda guerra mondiale, dopo la crisi petrolifera si assistette ad una mancanza di crescita economica collegata ad un aumento dei prezzi. Ma non dei salari.
Un aumento dell’inflazione comporta un adeguamento dei tassi d’interesse per poterla combattere e, come abbiamo detto negli episodi legati all’inflazione, è positiva se collegata ad un aumento dei salari. Per non perdere potere d’acquisto.
Se questo non accade, si genera una mancanza di richiesta e conseguentemente di crescita economica, collegata ad un aumento dei prezzi. E arriviamo alla stagflazione.

In questi momenti sentiamo diverse campane, chi parla di situazione simile a quella dello shock petrolifero, chi dice che è simile ma in epoca diversa e meno duratura.
Un dollaro in rialzo è sinonimo di un economia forte, cioè quella americana, ma non favorisce l’esportazione.

Il problema della crescita dell’inflazione si era già manifestato a inizio anno, poi con la guerra in Ucraina c’è stata una forte accelerazione e di conseguenza le manovre sui tassi d’interesse.

Siamo in un periodo molto delicato che potrebbe portare le economie in una fase recessiva, in base anche al perdurare del conflitto.
Però ricordiamoci sempre che i prezzi, di qualsiasi asset, scontano sempre in anticipo gli eventi.

Quindi potremmo forse essere vicini al picco dell’inflazione quest’anno e anche vicini ai minimi per quanto riguarda i prezzi delle obbligazioni.
È molto difficile fare previsioni, ma valutiamo sempre correttamente le varie situazioni cercando di gestire la nostra emotività in base alle nostre scelte e prospettive.

Possono presentarsi opportunità, anche in quei momenti che ci sembrano più complessi.

La citazione di oggi, è la seguente:

“Va bene avere le uova in un paniere finché controlli ciò che accade in quel paniere.”
Elon Musk

Rendiamo la finanza amichevole, vi aspetto.

Riferimenti