Expo 2020, tecnologia ma anche poesia, il fascino inimitabile del Giappone

A Dubai, lunghe code all'ingresso del Padiglione giapponese

Expo 2020, tecnologia ma anche poesia, il fascino inimitabile del Giappone

Non ci sono i ciliegi in fiore, che pure varrebbero da soli una visita, ma il padiglione del Giappone ad Expo 2020 è comunque un’opera a cavallo tra la poesia e la tecnologia. Basta guardare la facciata, affascinante nella sua semplicità, come l’origami al quale si ispira. O le micro installazioni sul tema della città del futuro, realizzate con elementi impensabili come il sushi. Sarà per questo che, quasi sempre, si vedono lunghe code di visitatori in paziente attesa di poter iniziare la visita. Un successo non casuale, anche perché l’obiettivo del progetto va ben oltre la promozione turistica o culturale. Abbiamo chiesto ad Aiko Yabunaka, Segretaria generale del Padiglione, di aiutarci a comprendere filosofia ed obiettivi della presenza giapponese a Dubai.

Il tema del vostro Padiglione è semplice ed ambizioso: "Dove le idee si incontrano" Qual è la visione del Giappone che volete condividere con il mondo?

Fin dall’antichità, l’incontro tra la nostra cultura e le idee provenienti da altri paesi ha avuto un’importanza fondamentale. Una volta assorbite e reinterpretate ci hanno dato modo di creare qualcosa di nuovo e unicamente giapponese. Anche in futuro, continueremo ad essere un luogo di incontro tra idee provenienti da tutto il mondo. E proprio stimolando l’innovazione attraverso il confronto tra le idee, il Giappone continuerà a lavorare per un domani migliore.

La visita al padiglione vuole essere un'esperienza fortemente coinvolgente. Come l’avete progettata?

Non volevamo fermarci al semplice racconto della nostra storia, della cultura e delle innovazioni scientifiche e tecnologiche che hanno avuto origine da noi. Per questo abbiamo pensato ad un'esperienza diversa per ogni singola visita. Un dispositivo unico, fornito a ciascun visitatore, lo guida nel percorso, raccoglie i dati delle sue attività, li digitalizza e crea per lui in tempo reale un’opera videografica visualizzata nel momento clou della visita. Immaginando una esperienza multisensoriale, abbiamo poi inserito nella parte iniziale del tour, una proiezione video che attraversa una nebbia sottilissima. IL risultato è stato stupefacente.

Anche la celebrazione del National Day del Giappone è stata spettacolare. Dall'Ikebana agli spettacoli di Aikido, i visitatori sono rimasti profondamente colpiti dalla tua cultura e tradizione. Era la vendetta dell'umanesimo sulla tecnologia?

Il Giappone ha voluto rendere omaggio alla propria cultura con danze e musiche tradizionali. Una serie di esibizioni da lasciare senza fiato. Oltre ai momenti dedicati ad Ikebana ed Aikido, abbiamo potuto godere delle performance dei suonatori di tamburi Taiko, dai cori tradizionali "Nanchu Soran" intonati dagli allievi della scuola giapponese di Dubai e delle dimostrazioni di pittura sumi-e con l’antichissima tecnica dei monaci zen.

Può tracciare un primo bilancio di questa Expo?

Se consideriamo il momento storico che viviamo, dobbiamo riconoscere il contributo importantissimo degli Emirati Arabi Uniti che attraverso questo grande evento sono riusciti a riunire nuovamente il mondo. Sono certa che l’impegno di tutti per il successo dell'Expo 2020 di Dubai, ci renderà più consapevoli della necessità di riunire le forze a livello globale per conseguire gli obiettivi comuni.

Dopo Dubai, sarà Osaka ad ospitare la prossima Expo. Cosa ci aspetta in Giappone?

Il progetto è in pieno svolgimento ma, proprio per le ragioni che ho illustrato prima, siamo sempre aperti a nuove idee. Anche all’interno del nostro padiglione c’è un box tecnologico attraverso il quale ogni visitatore può fornire il proprio contributo ad Expo 2025 Osaka.

Aiko Yabunaka, Segretaria generale del Padiglione del Giappone