Shopping online natalizio, attenzione alla truffa sui corrieri: ecco come funziona

Shopping online natalizio, attenzione alla truffa sui corrieri: ecco come funziona
Immagine generata con l'intelligenza artificiale
TiscaliNews

Come per ogni periodo dell'anno che coincide con un picco di acquisti online, anche il mese di dicembre viene preso di mira dagli hacker. La società di sicurezza informatica Ermes ha infatti individuato almeno 2.000 nuovi siti web, creati apposta dai criminali informatici per ingannare gli utenti imitando marchi di corrieri famosi. L'acquisto dei regali online viene infatti seguito dalla ricezione di un messaggio di posta elettronica con il codice per tracciare la spedizione. Inserendosi in tale tendenza, gli hacker avviano campagne di phishing per spingere gli utenti a visitare portali farlocchi dove lasciare dati personali, in modo particolare quelli relativi ai metodi di pagamento.

IL RUOLO DELL'INTELLIGENZA ARTIFICIALE
L'incremento rispetto ai mesi di agosto è del 289%. "L'intelligenza artificiale - osservano i ricercatori - offre ai truffatori un grande vantaggio nel perfezionare le comunicazioni ingannevoli, riducendo così gli errori. Colma il divario tra i truffatori alle prime armi e quelli più esperti, creando così un vantaggio competitivo mai avuto prima".

I CORRIERI PIU' PRESI DI MIRA 
In Italia, i ricercatori hanno analizzato i risultati per i maggiori servizi di corrieri. "Ad ottobre - spiegano - per Ups, Dhl, FedEx sono stati rilevati rispettivamente 2, 6 e 4 nuovi siti di phishing, mentre per Poste italiane questo valore sale a 26", sintomo del riacutizzarsi di una campagna di attacchi.

LA REGOLA D'ORO DA SEGUIRE 
"In soli quattro giorni - aggiungono - i nuovi siti rilevati avevano raggiunto il 45% del totale, se si considerano i numeri in tutto il mese di giugno, in cui è stata per la prima volta riconosciuta la campagna, il +72% su settembre". La società di sicurezza ricorda che nessun corriere chiederà mai di verificare o di rivedere la spedizione per dei costi aggiuntivi. Quindi guai a inserire i propri dati personali o le coordinate bancarie su siti poco affidabili.