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E’ boom di sesso virtuale: le tecnologie più usate e perché è un problema serio

In Italia un giovane su tre fa solo sesso virtuale

Michael Pontrellidi Michael Pontrelli   
E’ boom di sesso virtuale: le tecnologie più usate e perché è un problema serio

La notizia della denuncia di uno stupro nel metaverso ha alimentato un forte dibattito nell’opinione pubblica. Può consumarsi un atto sessuale in un mondo virtuale? Per dare una risposta che vada oltre le opinioni personali è utile guardare ai risultati di una indagine promossa recentemente dalla Società Italiana di Andrologia (SIA) e condotta dall'Università IULM di Milano sulle abitudini sessuali della Generazione Z, ovvero delle persone che hanno un’età compresa tra i 16 e i 35 anni. Il risultato più eclatante emerso dallo studio è che in Italia un giovane su tre fa solo sesso virtuale.

"I risultati – hanno spiegato gli autori dell’indagine - mostrano che il rapporto della Generazione Z con il sesso è complicato e contraddittorio. La sessualità negli under 35 appare sempre più sganciata dalla componente relazionale e riproduttiva”. Tradotto in termini più semplici: per un terzo dei giovani la normalità è avere rapporti sessuali senza contatto fisico. E secondo gli esperti questo dato è destinato ad aumentare nei prossimi anni.

Ma in cosa consiste il sesso virtuale? Tecnicamente il termine “virtual sex” si riferisce ad attività o interazioni sessuali che avvengono in un ambiente virtuale o simulato attraverso l’utilizzo di un particolare piattaforma di comunicazione digitale. Le tecnologie utilizzate sono diverse. Chat online o messaggistica: le persone possono per esempio impegnarsi in conversazioni esplicite o condividere contenuti (immagini, video) particolari. Videochiamate in tempo reale sia uno a uno che in ambienti di gruppo. Realtà virtuale (VR) che consente l’immersione in mondi virtuali (come per esempio il metaverso) e l’interazione con altri utenti.

L’ultima tecnologia arrivata è l’intelligenza artificiale. Su Tiscali News abbiamo già parlato del fenomeno dei chatbot romantici, della loro diffusione e dei problemi sociali che stanno creando. Applicazioni come Replika sono diventate ormai fenomeni di massa e un numero sempre maggiore di maschi adulti sta avendo relazioni sentimentali e sessuali solamente con avatar virtuali creati dall’intelligenza artificiale generativa. 

Le conseguenze di questi fenomeni possono essere drammatiche soprattutto per i più giovani. Le tecnologie che favoriscono il sesso virtuale privano i ragazzi della capacità di sviluppare le loro abilità sociali nel mondo reale e i punti di arrivo sono scontati: aumento della solitudine e della depressione.

Una delle conseguenze più estreme è la sindrome di Hikikomori, il fenomeno dell’isolamento sociale volontario emerso negli anni Novanta in Giappone ma che ormai si sta diffondendo in tutto il mondo. Le cause sono complesse ma gli studiosi hanno pochi dubbi sul fatto che il fenomeno sia alimentato anche dalla diffusione delle tecnologie di comunicazione digitale. I giovani colpiti dalla sindrome rifiutano il contatto fisico con il mondo esterno e interagiscono solo attraverso sistemi informatici che garantiscono il pieno controllo della comunicazione.

Ma anche senza raggiungere questi livelli estremi di isolamento è evidente che la dimensione digitale virtuale stia costantemente guadagnando spazio rispetto all’interazione fisica. Il tempo passato dai giovani sui social media o sulle piattaforme di gioco online è sempre maggiore e dunque non può essere una sorpresa se cresce il numero di quanti vivono nel digitale anche la loro sfera più intima, come confermato dallo studio sulle abitudini sessuali della Generazione Z.

La promozione di un utilizzo consapevole dei social media e in generale delle tecnologie di comunicazione digitale da parte dei giovani (ma anche degli adulti) dovrebbe diventare una priorità per le istituzioni, la scuola e le famiglie. Il problema però è che non essendoci una diffusa consapevolezza del problema il tema è totalmente trascurato dall’opinione pubblica e dalle forze politiche. 

Michael Pontrellidi Michael Pontrelli   

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