Le tecnologie disruptive dello spazio dietro lo scontro tra Elon Musk e i russi

L’arguzia dell'uomo più ricco del mondo contro la minaccia di Dmitry Rogozin: lo scambio di frecciate è una spia della difficoltà della Russia, messa in crisi da tecnologie occidentali che ne rendono obsoleti gli armamenti tattici e revisionabili i paradigmi strategici

Le tecnologie disruptive dello spazio dietro lo scontro tra Elon Musk e i russi

La notizia del tweet di Elon Musk in risposta a Rogozin è cronaca, ripresa da tutte le agenzie stampa del pianeta. Chiunque ormai sa che Dmitry Rogozin è il direttore dell’agenzia spaziale russa Roscomos e tutti conoscono le sue parole: “Elon Musk è coinvolto nel supporto delle truppe fasciste in Ucraina. E per questo la pagherai, anche se giochi a fare lo scemo”. Proviamo ad analizzare cosa nasconde.

Dietro il duello mediatico

Al di là delle personalizzazioni, lo scontro mediatico Musk-Rogozin riflette la postura conflittuale assunta da Russia e USA, incarnata pubblicamente da uomini che rappresentano il settore spaziale dei rispettivi Paesi. Nasa e Roscomos sono la punta di diamante della ricerca tecnologica dei due Paesi, e inevitabilmente concorrono alla rispettiva capacità di strategica. 

Ciò che ha indispettito Rogozin è l’utilizzo della tecnologia Starlink di Musk nell’acciaieria di Mariupol. C’era già stata, infatti, a marzo, una comunicazione pubblica in cui Rogozin metteva in guardia i connazionali dal cooperare con gli occidentali e criticava Musk proprio per aver fornito il sistema di connessione satellitare agli Ucraini. Ma non è la sola tecnologia di punta, impiegata nel teatro ucraino, di cui Musk sia artefice, diretto o indiretto.

Due uomini, due sistemi

Musk è un ingegnere manager, uno degli uomini di punta di un modello integrato pubblico-privato, estremamente dinamico, economicamente competitivo e capace di generare innovazione e risultati inaspettati sia in patria sia all'estero. Rogozin è un uomo d’apparato al vertice di un sistema statalista e burocratico. 

Gli eventi degli ultimi mesi stanno mettendo in luce le differenze performative di sistemi valoriali, ideologici, politici ed economici molto diversi. La diversa efficacia dei due modelli si manifesta pienamente nel teatro ucraino e può farne presagire la traiettoria.

Rivalità in contesto più ampio

La competizione astronautica, al di là dell’appeal popolare da fantascienza, è soprattutto una gara intrapresa dalle principali potenze per garantirsi il controllo delle orbite basse dei satelliti - risorsa basilare per la guerra contemporanea - e un posizionamento strategico nel sistema Terra-Luna, prima che un rivale giunga a occuparne posizioni chiave. 

Lo spin-off industriale generato ha rilevanti ricadute in termini strategici, attraverso tecnologie duali (civili ma di possibile impiego militare) impiegabili sui teatri bellici terrestri. La diatriba tra Musk e Rogozin deriva proprio dal ruolo assunto da Musk nella release di tecnologie di punta che stanno confermando la supremazia degli Stati Uniti e della Nato.

Nel conflitto in Ucraina, come accaduto in ogni guerra europea negli ultimi due secoli, sono state messe in gioco novità tecnologiche di grande impatto tattico e strategico. Si è registrato l’esordio di sistemi d’arma e di comunicazione inediti. Ciò ha reso possibile una resistenza di successo all’invasione, mettendo in crisi, apparentemente, i piani iniziali dello stato maggiore russo. 

E’ questo il contesto che fa da sfondo alla vicenda Rogozin-Musk. L'imprenditore sudafricano naturalizzato americano, nella sua multiforme attività, è una figura di primo piano nel panorama del comparto militare high tech occidentale. Da parte russa gli si ascrivono molti torti, che da un punto di vista americano sono i suoi più grandi successi. Vediamoli tutti.

Torti di Musk in prospettiva russa

L’importanza dell’uomo Elon Musk, al di là del culto della personalità tra fan o dell’antipatia che può suscitare, è difficilmente sovrastimabile. Promotore del rilancio della Nasa e di un’assertiva ripresa della corsa allo spazio.

Musk, con i suoi razzi Space X ha consentito alla NASA di ripartire dopo la sospensione del programma Shuttle e ha reso superflui ii razzi Soyuz russi. Ciò ha costituito l’antefatto all’estromissione russa dal programma spaziale internazionale, passo necessario per salvaguardare i brevetti strategici ed impedire il trasferimento tecnologico dall'Occidente ai rivali. Russia e Cina, sono infatti impegnate come gli USA e i loro alleati europei, nella corsa allo spazio per posizionarsi in modo vantaggioso in questa frontiera. 

Musk ha vanificato il tentativo russo di far collassare l’infrastruttura internet ucraina terrestre con attacchi cibernetici e armi elettromagnetiche. Il patron di Starlink ha garantito la copertura internet in Ucraina, mediante la consegna di antenne portatili e la connessione al suo sistema satellitare.

La resistenza civile si è potuta quindi organizzare con il web. Alla rete garantita da Starlink si appoggiano anche vari sistemi d’arma dell'esercito ucraino: i droni militari kamikaze anticarro e i droni ricognitori si appoggiano infatti all’infrastruttura Starlink, che è anche la base per il coordinamento delle unità operative di terra.

Il teatro di guerra ucraino

Nel confronto geostrategico che si gioca oggi in Europa orientale, si osserva la preparazione militare delle forze ucraine, che hanno ricevuto negli anni armamenti innovativi e addestramento specifico per impiegarli.

Queste tecnologie, per la somma dei successi tattici conseguiti nelle tre dimensioni di aria, terra e mare, si dimostrano in grado di rendere parzialmente obsolete alcune componenti della macchina da guerra russa, superati alcuni suoi paradigmi strategici e progressivamente più vulnerabili gli armamenti convenzionali.

L’Ucraina si rivela una preda difficile. La forza militare russa è costretta a subire perdite in una guerra di logoramento. La forza d’urto dei carri armati e degli elicotteri d’attacco russi è stata neutralizzata da sistemi di uso tattico individuale come i missili Javelin. L’ammiraglia della squadra navale russa che assediava Odessa, l’incrociatore Moskva, è stata colpita e affondata da due missili antinave Neptune, con un lancio di alta precisione consentito dal supporto aereo di un drone TB-2. 

Cosa rivela la tensione Rogozin-Musk

Analisti e decisori del Cremlino avevano probabilmente sottovalutato diverse cose: il fattore umano in Ucraina, la resilienza politica delle democrazie occidentali e il livello tecnologico dei sistemi d’arma messi a punto dagli Stati Uniti e dai loro più stretti alleati. In quest'ultimo ambito Musk è protagonista indiscutibile, perciò si può agevolmente comprendere che sia anche divenuto una bestia nera per una parte l'establishment russo.

La frustrazione russa, impossibilitata a palesarsi in modo ufficiale per ragioni di prestigio e immagine, si sfoga fuori dai canali diplomatici con strali ad personam. Che ci pare, sul piano mediatico, un errore: risentimento e velate minacce manifestano una forma di debolezza.