Non solo tecnologia, il mondo che vogliono i giovani è più bello di quello attuale

Un'indagine ha fatto luce sul futuro immaginato da chi ha un età compresa tra i 15 e i 30 anni

Non solo tecnologia, il mondo che vogliono i giovani è più bello di quello attuale

Che futuro sognano i giovani? Come immaginano il mondo in cui vivranno da adulti? Queste le domande a cui ha provato a rispondere BNP Paribas che ha commissionato la ricerca NextGen 2030 per capire i pensieri e le speranze della Generazione Z in merito al futuro.

I risultati sono stati sorprendenti. Nonostante le difficoltà del momento (crisi economica, pandemia, guerra) la maggioranza rimane ottimista. Ben il 73% dei giovani è convinto che si vivrà meglio rispetto ad oggi.

La tecnologia (e non poteva essere diversamente) rimane al centro dei loro pensieri con la convinzione che farà ulteriori balzi. Ma (e questa è la sorpresa) non impatterà solo sulla comunicazione ma in tanti aspetti della vita oggi trascurati (colpevolmente) dagli stessi adulti. 

I NextGen 2030 sognano per il futuro città a misura d’uomo con mobilità e traffico sostenibili grazie all’utilizzo dell’intelligenza artificiale e ospedali con sale operatorie intelligenti dotate di assistenti virtuali.

I pagamenti saranno digitali, le case saranno rivoluzionate dalla domotica e la tecnologia darà una mano anche sul fronte ambientale. Solo il 31% pensa che ci sarà un peggioramento del riscaldamento globale e dell’inquinamento.

Idee chiare anche sul fronte del lavoro che sarà molto diverso da quello odierno. Anche in questo caso la tecnologia la farà da padrona con sistemi di monitoraggio della salute e del benessere dei dipendenti. Lo smartworking sarà preponderante e le giornate di lavoro saranno di 5 ore.  

Anche la scuola (non solo il mondo delle aziende) si adeguerà alla modernità con l’alternanza tra le lezioni in Dad e in presenza e un aggiornamento delle materie studiate.

La tecnologia non si ferma dunque solo agli smartphone e a internet ma per i giovani è un motore di progresso in tutti gli ambiti della vita.  

Non ci sono dubbi sul fatto che il mondo immaginato dalla Generazione Z sia più bello di quello attuale. Le cose che sognano sono assolutamente fattibili. La speranza però è che capiscano al più presto che il progresso sociale non è scontato.

Dovranno conquistarlo lottando per ottenere nuovi diritti e per non perdere quelli esistenti

I primi decenni di capitalismo digitale stanno purtroppo dimostrando che nonostante i progressi tecnologici le condizioni di vita possono anche peggiorare e non di poco. I riders e tanti operatori di call center oggi hanno meno diritti e tutele degli operai del vecchio mondo industriale. 

Solo attraverso questa consapevolezza i giovani potranno effettivamente vivere nel futuro che sognano. Se ciò non avverrà, un mondo migliore sarà appannaggio solo di pochi.