Maxi furto di criptovalute: gli USA accusano gli hacker di Kim Jong un

Il valore dell'operazione supera i 600 milioni di dollari e sarebbe stata condotta dal Lazarus Group

Maxi furto di criptovalute: gli USA accusano gli hacker di Kim Jong un
Kim Jong un (foto Ansa)
TiscaliNews

Hacker legati alla Corea del Nord sono dietro al furto da oltre 600 milioni di dollari di criptovalute Ethereum. La notizia è stata diffusa dalle autorità americane secondo cui gli autori dell'operazione sarebbero criminali informatici conosciuti come Lazarus Group che nel 2014 sono diventati noti per aver attaccato Sony Pictures.

Ronin, una rete blockchain che consente agli utenti di trasferire criptovalute, ha affermato che il 23 marzo è stato rubato denaro digitale per un valore di quasi 615 milioni di dollari. Nessuno ha esplicitamente attribuito la colpa per l'hacking, ma giovedì il Tesoro degli Stati Uniti ha identificato un indirizzo di valuta digitale sotto il controllo di un gruppo di hacker nordcoreano spesso soprannominato "Lazarus".

"Gli Stati Uniti sono consapevoli che la RPDC (Repubblica Popolare Democratica di Corea) ha sempre più fatto affidamento su attività illecite, compreso il crimine informatico, per generare entrate per le sue armi di distruzione di massa e programmi di missili balistici mentre cerca di eludere le forti sanzioni statunitensi e ONU" ha affermato un portavoce del Dipartimento del Tesoro, usando le iniziali del nome ufficiale della Corea del Nord.