La mossa di Netflix per abbassare i prezzi e fermare la fuga degli abbonati

Per la prima volta l'azienda ha aperto alla possibilità di introdurre la pubblicità nei servizi di video streaming a pagamento

L'azienda di video streaming ha aperto alla possibilità di introdurre la pubblicità in modo da ridurre il costo degli abbonamenti
Foto Ansa
TiscaliNews

Dopo anni di crescita sfrenata che ha scosso e costretto Hollywood a cambiare, Netflix si è fermata. Il colosso della tv in streaming ha reso noto di aver perso 200.000 abbonati nei primi tre mesi dell'anno, e prevede di perderne altri due milioni nel trimestre in corso. Una vera e propria emorragia che ha mandato a picco il titolo azionario a Wall Street e costretto il management a valutare mosse strategiche mai pensate fino ad ora. 

La prima opzione sul tavolo per fermare la fuga degli abbonati è la pubblicità. In una sessione di domande e risposte con gli investitori il co Ceo di Netflix, Reed Hasting, ha dichiarato che l'azienda ha bisogno di cambiare la sua posizione sull’integrazione di annunci a pagamento nel servizio. Tradotto in termini più semplici: Netflix apre alla possibilità di abbassare il costo degli abbonamenti in cambio dell'inserimento di spot pubblicitari

Per il momento si tratta solo di una apertura e non sono noti nè i tempi nè il modo in cui la pubblicità sarà integrata nel servizio. La mossa appare una delle poche a disposizione per invertire rotta sul fronte commerciale e finanziario.  

Netflix ha spiegato la prima perdita di abbonati dal 2011 con l'aumento della concorrenza, l'adozione lenta della banda larga e delle smart tv, la condivisione delle password e fattori macroeconomici come l'aumento dell'inflazione e l'invasione dell'Ucraina.

Con la guerra infatti la società ha sospeso il suo servizio in Russia con la conseguente perdita di 700.000 abbonamenti. Netflix ha perso anche 600.000 abbonamenti negli Stati Uniti e in Canada a causa del recente aumento dei prezzi, mentre aumenti sono stati registrati in Giappone e in India.

La crescita dei ricavi è "rallentata significativamente", ha poi affermato l'azienda ammettendo che il balzo degli abbonati durante il Covid ha lasciato immaginare che il rallentamento del 2021 fosse dovuto solo alla fine dei lockdown.

Netflix comunque non è l'unico servizio di streaming a incontrare difficoltà. Anche Disney+ sta valutando l'introduzione di un abbonamento a prezzi più contenuti e con la pubblicità per attirare nuovi abbonati.

Con il calo del primo trimestre Netflix conta ora su un totale di 221,6 milioni di abbonati rispetto ai 221,8 milioni dei tre mesi precedenti.