Il metaverso? Ecco perché non è una rivoluzione ma solo una grande bolla mediatica

Non è la prima volta che una nuova tecnologia accende irrazionalmente l’entusiasmo e le aspettative delle persone

Il metaverso? Ecco perché non è una rivoluzione ma solo una grande bolla mediatica
Foto Ansa

Hype è una parola inglese che significa “gonfiatura”. Viene usata in particolar modo nel mondo della comunicazione per indicare una “montatura mediatica”. C’è hype quando si parla in modo esagerato di un fenomeno creando attenzione e grandi aspettative nel pubblico. Può verificarsi in una moltitudine di ambiti. Può riguardare il lancio di un prodotto commerciale, un evento, un personaggio politico, una nuova tecnologia, un settore economico.

In estrema sintesi l’hype è una narrazione che diventa virale, un racconto che si diffonde nei giornali, nei social media, nel passaparola. Del fenomeno si è occupato anche il premio Nobel dell’Economia Robert Shiller nel suo ultimo libro Economia e Narrazioni. Secondo lo studioso le narrazioni (dunque gli hype) influenzano gli eventi economici in quanto influenzano il comportamento economico individuale.

Shiller nel sul libro cita numerosi casi concreti. Le montature mediatiche per esempio sono alla base di tutte le bolle finanziarie in quanto alimentano l'euforia irrazionale che spinge le quotazioni a livelli sempre più alti. E dietro i grandi rialzi di borsa sempre più spesso ci sono le nuove tecnologie. 

E’ stato l’hype sulla nascita di internet a far nascere la bolla della new economy e (sempre secondo Shiller) è una grande narrazione collettiva che sta facendo crescere a livelli stellari i valori di Bitcoin e delle altre criptovalute.

Bitcoin (foto Ansa)

Gli storytelling hanno il potere di creare convinzioni nelle persone: per esempio la convinzione che i titoli delle società tecnologiche o delle criptovalute non possano far altro che salire, che i prezzi delle case non scenderanno mai o che certe aziende siano troppo grandi per fallire. 

L’ultimo arrivato nella lunga serie di hype è quello sul metaverso. Ogni giorno il web pullula di notizie che raccontano la nascita di un mondo parallelo a quello reale destinato a giocare un ruolo fondamentale nelle nostre vite future. Le aziende si stanno mobilitando per entrare in massa in questo nuovo eldorado virtuale in cui gli utenti spenderanno soldi reali per acquistare asset digitali sotto forma di Nft (Non fungible token).

Niente di nuovo rispetto a quanto avvenuto con la stampa 3D che dopo la pubblicazione nel 2012 del libro Makers del guru della tecnologia Chris Anderson per un paio di anni è stata indicata dallo storytelling dominante come una nuova rivoluzione industriale. Oggi di stampa 3D se ne parla pochissimo. L’hype si è spento da tempo.

Stampa 3D (foto Ansa)

Anche l’intelligenza artificiale dopo il boom degli anni ’60 ha deluso le aspettative finendo nel dimenticatoio per un paio di decenni. Periodo indicato come il grande inverno della AI. Negli ultimi anni grazie alla maggiore potenza di calcolo e allo sviluppo delle reti neurali la tecnologia è tornata al centro dell’attenzione dando vita ad uno dei racconti più potenti del momento.

Le narrazioni possono durare anni ma anche pochi mesi. Chi si ricorda ancora di Clubhouse? L'anno scorso in questo stesso periodo veniva indicato come il social del futuro, come un nuovo canale di comunicazione fondamentale per aziende, politici, influencer e così via. 

La realtà virtuale non è una novità assoluta. Nata alla fine degli anni ’60 più di una volta è stata presentata come una tecnologia rivoluzionaria. Puntualmente le attese sono state deluse. Questa volta ci riprova con il metaverso che si basa sull’alleanza con un’altra tecnologia che sta generando hype: la blockchain ovvero l’infrastruttura utilizzata per creare le criptovalute e i certificati di proprietà degli asset digitali, i non fungible token (Nft).

La bolla mediatica sul metaverso ha preso avvio lo scorso ottobre quando il fondatore di Facebook, Mark Zuckerberg, ha annunciato al mondo intero il cambio di nome dell’azienda in Meta. La presenza di un colosso di queste dimensioni lascia pochi dubbi sul fatto che la nuova tecnologia sarà ulteriormente sviluppata e che diventerà popolare ma occorre evitare l’ennesima euforia irrazionale.

Mark Zuckerberg (foto Ansa)

Non ci sarà nessun stravolgimento nella vita delle persone. Esattamente come è avvenuto con i social che hanno avuto un impatto significativo in un solo ambito: quello della comunicazione. Sono diventati un nuovo media così come in passato hanno fatto la radio o la televisione. Vengono utilizzati da miliardi di persone come canale di intrattenimento e informazione ma niente più. La vita reale delle persone procede esattamente come prima della nascita di Facebook o Twitter

Le narrazioni sono alimentate da chi trae benefici dal loro sviluppo. In prima fila ci sono i giornalisti costantemente alla ricerca di nuove notizie in grado di coinvolgere i lettori. Ci sono poi le aziende e i professionisti del settore, i primi investitori, i formatori, i consulenti e così via. L’elenco è lungo.

Lentamente il fenomeno diventa mainstream coinvolgendo fette sempre più grandi della popolazione. L’esempio dei Bitcoin è significativo. Scatta quello che gli studiosi della comunicazione chiamano l’effetto gregge: milioni di persone partecipano ad un fenomeno (fanno trading sulle criptovalute) solo perché lo fanno altri (amici, colleghi, parenti). E non importa se del fenomeno si conosce poco o niente. 

Non sarà dunque una sorpresa nei prossimi mesi leggere di un numero crescente di persone che accedono a qualche metaverso per acquistare Nft per il proprio avatar digitale. Probabilmente molti saranno teenager e altri target di marketing sensibili alle novità tecnologiche. Non sarà una sorpresa nemmeno leggere di un numero crescente di iniziative ovvero di aziende, istituzioni e influencer che sbarcano nel metaverso per offrire prodotti, servizi, pubblicità. Pensare però che questo mondo virtuale possa davvero sostituire la realtà significa semplicemente dare ragione a Robert Shiller: l’euforia molto spesso può diventare irrazionale.