Lo studio: lo smartworking è solo il primo passo, il futuro del lavoro è nel metaverso

Questo il risultato principale di una ricerca condotta da Regus. Nel mondo crescono le iniziative alcune delle quali anche in Italia

Lo studio: lo smartworking è solo il primo passo, il futuro del lavoro è nel metaverso
TiscaliNews

Il futuro del lavoro è nel metaverso. Un recente rapporto di Regus, organizzazione che analizza i cambiamenti negli spazi di lavoro nel mondo, non ha dubbi a riguardo. 

La multinazionale lussemburghese ha intervistato 2.258 impiegati e dirigenti aziendali per valutare le loro prospettive sul nuovo trend tecnologico. Due terzi del campione crede che il metaverso diventerà una vera piattaforma di interazione per le professioni, con la stessa fetta che è convinta di poter lavorare sulla "nuova" internet entro i prossimi anni.

Il rapporto, focalizzato su dipendenti e imprese britanniche, ha rilevato che oltre il 50% degli impiegati e dei leader aziendali ritiene che gli spazi di lavoro ibridi stiano facilitando il passaggio al metaverso, ponendosi come ponte tra un modo di lavorare tradizionale, fatto di luoghi fisici e carta, in favore di smart working e digitalizzazione.

Nel documento "The metaverse: the future of work?" Regus scrive che il 65% dei manager pensa che il metaverso sarà più rivoluzionario di qualsiasi altra tecnologia odierna, in particolar modo quelle legate alla videoconferenza. Il 44% degli impiegati è convinto che, grazie al metaverso, la comunicazione con colleghi e superiori migliorerà.

Il 35% degli intervistati tira invece  in ballo i vantaggi per la formazione. Pensiamo, ad esempio, alle possibilità offerte dai visori di realtà virtuale o mista, come i Microsoft Hololens, usati anche per semplificare le attività tecniche a distanza, dalla meccanica agli interventi su infrastrutture da remoto.

Più della metà degli intervistati cita la salute mentale dei lavoratori ibridi e remoti, che sul metaverso dovrebbero andare incontro a minore stress e maggiori opportunità di svago.

Come sottolinea la ricerca, a dicembre dello scorso anno, la sede di PwC a Hong Kong ha acquistato un terreno all'interno di The Sandbox, un mondo virtuale in 3D creato da Animoca Brands. PwC ha dichiarato che utilizzerà lo spazio "per creare un hub di consulenza web 3.0 per facilitare la crescita di una nuova generazione di servizi professionali, tra cui contabilità e fisco".

Ma quella di PwC non è l'unica iniziativa. Da qualche settimana, Ntt Data, che fornisce servizi di business, ha aperto in Italia un nuovo centro europeo di formazione sul metaverso, focalizzato all'ambito industriale. A Milano, iDea ha inaugurato Made, un luogo per la didattica immersiva, che vede nel metaverso un modo per sviluppare soluzioni innovative a beneficio di società scientifiche, aziende e istituzioni.

La rivoluzione del metaverso non risparmia nessuno, Italia compresa.