Troppi ordini, Amazon costretta a mettere un freno alle vendite online

Il fondatore del colosso americano, Jeff Bezos, grazie alla pandemia ha aggiunto altri 24 miliardi di dollari al proprio patrimonio personale

Troppi ordini, Amazon costretta a mettere un freno alle vendite online
Jeff Bezos, fondatore e timoniere di Amazon

Il Fondo monetario internazionale non ha dubbi: il coronavirus sta causando una recessione globale così intensa che non si vedeva dai tempi della Grande Depressione degli anno ’30 del secolo scorso. Eppure in questo grande lockdown planetario c’è anche chi sorride. E’ Jeff Bezos, il fondatore e amministratore delegato di Amazon che da quanto è scoppiata la crisi ha visto i suoi affari letteralmente esplodere al punto da costringerlo a prendere una decisione clamorosa: mettere in campo delle azioni che fanno vendere di meno alla sua “gallina dalle uova d’oro”, ovvero la sua piattaforma di commercio elettronico.

Patrimonio di Bezos cresciuto di 24 miliardi 

I dati sulla crescita della ricchezza personale di Bezos grazie al Covid-19 sono incredibili: +24 miliardi di dollari. Frutto della corsa a Wall Street del titolo di Amazon premiato dal fatto che il sito è stato letteralmente preso d’assalto dai consumatori, costretti a restare a casa dalla quarantena forzata e dalla chiusura della maggior parte della attività commerciali fisiche. Complessivamente il patrimonio dell’uomo più ricco del mondo è salito a 138,5 miliardi.

Sorride anche la moglie MacKanzie

Buone notizie anche per la ex moglie di Bezos, MacKanzie, che grazie al suo 4% di azioni Amazon ottenute dopo il divorzio ha visto il suo patrimonio personale crescere  di 8,2 miliardi di dollari a quota 42 miliardi. Cifra che le vale il 18esimo posto nella classifica delle persone più ricche del mondo.

La frenata alle vendite 

Ma, come anticipato, dagli Stati Uniti è arrivata una clamorosa notizia. Secondo l’autorevolissimo Wall Street Journal l’impennata di ordini causata dalla pandemia è tale che anche una macchina “da guerra” come Amazon deve alzare bandiera bianca: non è più in grado di garantire i consueti tempi di consegna. Per farlo il colosso americano utilizzerà le tecniche del digital marketing al contrario, ovvero non per incentivare ma per disincentivare le vendite. Probabilmente è la prima volta che si verifica un evento di questo tipo nella breve storia dell’economia digitale.

Stop a widget, pubblicità e promozioni 

Secondo quanto riferito dal Wall Street Journal, Amazon rimuoverà dal sito i suoi popolari widget che raccomandano l’acquisto di altri prodotti, taglierà le spese pubblicitarie sul motore di ricerca Google e cancellerà l’ormai abituale carosello di promozioni, come per esempio il Prime Day di luglio, rinviato a tempo indeterminato.

Almeno 2 mesi per tornare alla normalità 

Bezos avrebbe creato una apposita task force con il compito di capire quali sono i tempi necessari all’azienda per riorganizzarsi in modo da gestire l’aumento degli acquisti portato dal coronavirus con tempi di consegna normali. Secondo le indiscrezioni riportate dal WSJ potrebbero volerci almeno 2 mesi di tempo.

Boom di assunzioni 

Gli effetti di questa riorganizzazione si faranno sentire anche sul fronte occupazionale. L’azienda di Seattle assumerà altri 75 mila lavoratori che si aggiungeranno ai 100 mila già assunti nelle scorse settimane come addetti ai magazzini e alle consegne. Non c’è alcun dubbio dunque che il freno alle vendita sia solo temporaneo. Amazon non ha assolutamente rinunciato all’idea di diventare il padrone assoluto del commercio elettronico mondiale.