Storie per battere il Covid-19 e la crisi: il caso BertO, azienda brianzola che produce divani sartoriali

Tiscali Notizie ha sentito il Ceo, Filippo Berto

importanza della maturita digitale Pmi ai tempi del Coronavirus: il caso BertO
Filippo Berto, Ceo di BertO

Per le Pmi italiane, l’emergenza Covid19 ha portato all’attenzione di tutti l'importanza delle tecnologie digitali che in molti casi hanno consentito il proseguimento delle attività grazie allo smartworking. Ma il termine rivoluzione digitale, di cui ormai si parla da anni, indica un fenomeno molto più ampio che riguarda non solo la possibilità di lavorare da casa ma anche (e soprattutto) la possibilità di utilizzare strumenti per essere online e far crescere il proprio business, anche in momenti molto difficili come la crisi innescata dall'arrivo della pandemia

Pmi italiane lontane dalla maturità digitale 

Secondo il PMI Index 2019 stilato da GoDaddy, la maturità digitale delle Pmi italiane è ancora molto lontana, o meglio esiste un gap digitale davvero importante tra le aziende. L’analisi ha preso in considerazione 4.000 realtà imprenditoriali in tutto il Paese, di micro, piccole e medie dimensioni. Tra i dati più sorprendenti è emerso che solo il 33% delle Pmi ha un sito web, strumento fondamentale per la visibilità online, spesso non viene aggiornato da oltre un anno; il 44% poi, non impiega servizi di analytics utili ad approfondire visite e traffico. Solo il 9% delle aziende analizzate impiega Google Ads per accrescere la propria visibilità e il 64% non dispone di una pagina FB. Il segmento più sviluppato a livello digitale è quello dell’ospitalità e della ristorazione, così come le realtà del nord Italia sono più digitalizzate rispetto al centro-sud.

La storia di BertO

Proprio la maturità digitale si è rivelata in questi mesi un fattore indispensabile per affrontare la crisi economica, in qualsiasi settore. La digitalizzazione però non è un processo che si può improvvisare da un giorno con l’altro, come è stato fatto per lo smartworking, richiede tempo, dedizione e una strategia precisa. Lo può confermare Filippo Berto, imprenditore a capo di BertO, Pmi che produce divani sartoriali a Meda (Monza Brianza), che ha iniziato a credere prima di molti altri nel settore, già 18 anni fa, nella rivoluzione digitale per accrescere il business dell’azienda di famiglia.

I primi investimenti sul digitale 

A inizio 2000 BertO contava su 5 addetti, produceva divani per conto terzi e aveva un fatturato di 300,000 €. “Il primo step della rivoluzione è stato decidere di produrre collezioni di divani con il nostro brand, puntando su una vendita diretta grazie allo showroom di Meda, al contempo ho iniziato a sperimentare il mondo del web, ricchissimo di stimoli e possibilità, creando il sito web e investendo con Google Ads” ha spiegato l'imprenditore. 

Dal blog all'e-commerce 

“A gennaio 2004 abbiamo dato il via a BertOStory, il primo blog del settore arredo in Italia, grazie al quale abbiamo raccontato la storia dell’azienda, aprendo di fatto al mondo le porte del nostro laboratorio produttivo di Meda, mostrando a tutti la maestria dei gesti artigiani che sono racchiusi in un divano sartoriale”. Poi è stata la volta del canale Youtube, che oggi conta 2,5 milioni di visualizzazioni, così come è stata sviluppata tutta la parte legata ai social, grazie alla quale è stato possibile creare e rafforzare un rapporto diretto con milioni di clienti, non solo in Italia, ma nel mondo. In quest’ottica, creare l’e-commerce è stato inevitabile.

Consulenza online in 7 lingue 

“Oggi offriamo un servizio di consulenza e progettazione online in 7 lingue, con disegni su pianta, cataloghi in HD e molto altro. La tecnologia è fondamentale per avere un contatto anche a distanza con il cliente e poter progettare fianco a fianco anche se virtualmente, secondo le sue esigenze il divano dei suoi sogni, come se fosse in showroom”. BertO conta su un sistema di vendita “ibrido”, tra showroom monomarca e digitale; oggi ha un giro d’affari di 10 milioni di € e conta 50 addetti.  La crescita esponenziale del brand ha attirato l’attenzione di Google che ha nominato BertO suo Ambassador come Eccellenza Digitale; la storia dell’azienda viene studiata in seminari di settore e negli atenei.

L'importanza delle vendite online durante il lockdown

Durante il lockdown, il rapporto diretto con i clienti e le vendite online hanno permesso all’azienda di contenere in modo significativo le perdite per le mancate entrate degli showroom chiusi, affrontando con positività la situazione. BertO, inoltre, in questi mesi d’emergenza ha riconvertito tutte le campagne online per invitare i clienti, non più nei negozi, ma sull’e-commerce. Le vendite online sono aumentate, rappresentando il 50% del fatturato aziendale. “Ciò conferma che il digitale sia imprescindibile e che i consumatori siano pronti per nuove logiche di acquisto” ha concluso Filippo Berto.

Un divano prodotto da BertO