Soru al Sole 24 Ore: "Grazie al digitale la Sardegna non è più un’isola. La rete unica è una grande opportunità“

Il fondatore e amministratore delegato di Tiscali è stato uno dei protagonisti all’Innovation Days, l’evento online organizzato dal più importante quotidiano economico italiano per parlare del futuro dell’economia della Sardegna e della Sicilia

Soru al Sole 24 Ore: 'Grazie al digitale la Sardegna non è più un’isola. La rete unica è una grande opportunità“
TiscaliNews

“Studiare senza riflettere è inutile” è una delle massime più note di Confucio. Frase che il Sole 24 Ore ha fatto propria organizzando gli Innovation Days, una serie di eventi online e in live streaming per riflettere sul futuro economico delle regioni italiane alla luce degli eventi drammatici accaduti con la pandemia Covid-19.

Per l’occasione il principale quotidiano economico italiano ha riunito economisti, imprenditori, manager e politici. L’evento dedicato alle due grandi isole italiane, la Sicilia e la Sardegna, tra i protagonisti ha visto anche il fondatore e amministratore delegato di Tiscali, Renato Soru. L’incontro è stato moderato dal caporedattore de Il Sole 24 Ore, Lello Naso.

L'impatto della pandemia su Tiscali 

Soru ha esordito spiegando che la pandemia ha avuto “un impatto minimo su Tiscali” perché i servizi di telecomunicazione sono “diventati ancora più necessari nella vita di ogni giorno” a causa della diffusione “della didattica a distanza e dello smartworking”.

La rete unica in fibra 

“In questo momento – ha proseguito il fondatore di Tiscali – è in corso un importante dibattito nel mondo delle telecomunicazioni sulla possibilità di costruire una grande rete in fibra ottica che riunisca gli investimenti fatti da società come Open Fiber e Tim. La creazione di una unica società della rete che vende all’ingrosso ai singoli operatori consentirebbe a questi ultimi di non concentrarsi più sulla costruzione di infrastrutture ma sullo sviluppo di servizi digitali di qualità” in grado “di dare una risposta migliore ai grandi cambiamenti in atto nelle imprese, nella scuola, nella pubblica amministrazione e nella vita quotidiana delle famiglie”.

Digitale cambiamento storico per l'Isola 

Per Soru la rete unica rappresenterà una grande opportunità anche per la Sardegna. Non solo perché nell’Isola “esiste già un importante distretto legato al mondo digitale che conta oltre 10 mila addetti e che attira investimenti anche da parte di aziende non sarde” ma anche e soprattutto perché “consente di superare definitivamente il principale problema dell’economia sarda: la scarsa dimensione del mercato domestico e l’isolamento”. “Grazie al digitale – ha proseguito l’ad di Tiscali – non siamo più isolati, non siamo periferici e non siamo piccoli perché siamo dentro una unica grande economia della rete. Il digitale è un cambiamento straordinario, un momento di rottura della storia sociale ed economica della Sardegna. Un momento da comprendere appieno per sfruttare le grandi opportunità che offre”.

L'importanza delle competenze 

Quale è la risorsa più importante affinché la Sardegna colga le opportunità offerte dal digitale? Soru ha pochi dubbi a riguardo: “Le cose che sappiamo. L’intelligenza istruita capace di competere nel mondo produttivo di oggi”.  Per spiegare l’importanza delle competenze Soru ha ripercorso la storia dell’economia digitale nell’isola. “E’ vero siamo stati dei pionieri ma nell’internet iniziale non servivano grandi conoscenze tecniche. Visione, coraggio e spirito di iniziativa ci hanno consentito di avere successo. Ma quando internet ha raggiunto un livello di complessità molto maggiore la mancanza di competenze adeguate è emersa come limite. Criticità dovuta alla mancanza di grandi poli universitari, di centri di ricerca, di investimenti importanti dello Stato e alla scarsa densità di abitanti”.

La necessità di una rete capillare 

Per il fondatore di Tiscali “una società in rete ha bisogno che la rete esista davvero e che sia capillare”. Quindi “non solo nelle città ma in ogni paesino della Sardegna”. Scenario fattibile perché “non si tratta di fare investimenti enormi come quelli che si sono dovuti sopportare nel passato per la costruzione di altre reti. Sono costi assolutamente affrontabili e fondamentali affinché ogni comunità, anche se piccola, possa far parte del nuovo modello di sviluppo della regione”.

L'importanza dell'ambiente e gli altri turismi 

Soru infine, sollecitato dal moderatore, Lello Naso, ha parlato della possibilità di fare in Sardegna un turismo che sia ecocompatibile ma allo stesso tempo redditizio. “Oggi l’unico turismo possibile è quello rispettoso della natura, capace di offrire ai visitatori una grande qualità ambientale e culturale” ha spiegato il fondatore di Tiscali che orgogliosamente ha ricordato la legge sulla tutela delle coste fatta 15 anni fa. “Alcuni – ha proseguito - ancora credono che per fare turismo sia necessario consumare la bellezza del nostro territorio mentre abbiamo delle camere d’albergo che vengono utilizzate 90 o 100 giorni all’anno. E’ necessario fare altri turismi diversi da quello balneare, come, per esempio, quello sportivo, quello culturale, quello ambientale, quello enogastronomico. Ci sono tante ragioni per le quali le persone oggi si muovono. E per tutti questi altri turismi la Sardegna ha quello che serve per essere attrattivi, rispettando innanzitutto il nostro grande patrimonio naturalistico che non ci appartiene ma che dobbiamo restituire intatto al futuro”.