Rete unica, Soru: "Una grande opportunità per l'Italia e la Sardegna"

Il fondatore e amministratore delegato di Tiscali è stato intervistato dal quotidiano La Nuova Sardegna

Rete unica, Soru: una grande opportunità per la Sardegna e per i giovani
Renato Soru
TiscaliNews

Prosegue l’interesse dei quotidiani italiani sul progetto di rete unica che ha avuto il via libera del governo e che vedrà la partecipazione anche di Tiscali. Dopo La Stampa, è stata La Nuova Sardegna ad intervistare il fondatore e amministratore delegato dell’azienda di telecomunicazioni sarda, Renato Soru, che ha spiegato al giornale sassarese i contenuti del progetto e i benefici che esso porterà in particolare alla Sardegna.

Investimento troppo grande per un solo soggetto 

“L'innovazione tecnologica  - ha esordito l’imprenditore - ha portato al superamento della vecchia rete in rame. Ora si rende necessario un investimento fortissimo per portare la fibra ottica sino alla casa dell'utente. Ma realizzare una rete totalmente nuova richiede uno sforzo economico importantissimo che nessuna società può fare singolarmente. Nemmeno un colosso come Telecom. E’ necessario coinvestire in un'unica rete nazionale, che sia terza rispetto a qualsiasi altro operatore e che renda questo investimento profittevole. In questo modo non si disperderanno investimenti per realizzare tratti di rete uguali. Avremo un'unica rete al servizio di tutti gli operatori”.

Grande passo avanti per Tiscali 

“L’Unione europea – ha proseguito Soru - ha stabilito che non si possono mettere d'accordo solo 3 o 4 operatori: tutti quelli che vogliono possono partecipare, possono coinvestire, non solo impegnando delle risorse, ma anche garantendo l'utilizzo di quella rete. Per noi di Tiscali questo è un grande passo avanti che ci permette di metterci alla pari con i più grossi operatori nazionali”.

Necessario immaginare modelli di vita diversi 

Una parte importante dell’intervista è stata dedicata alle conseguenze che la rete unica avrà sulla Sardegna. “La vera fibra ottica – ha spiegato il fondatore di Tiscali - arriverà fino a casa, non solo nelle città, ma in ogni singolo paese. Il lockdown ci ha mostrato come sia necessario immaginare altri modelli di vita. Guardare alla vita nei piccoli paesi che devono avere una mobilità adeguata e una facilità di accesso ai servizi pari a quella della città. Questa è una novità che la politica sarda deve considerare per l'importanza che ha. E la politica deve realizzare le operazioni di contorno”.

Al lavoro per innovare la Sardegna e l'Italia 

Soru ha poi rivolto uno sguardo al futuro e a quello che la sua azienda potrà fare per il bene dell’Isola: “Potremo lavorare su servizi innovativi, concentrarci su quello che in passato abbiamo sempre fatto bene. Saremmo molto contenti di aiutare la società sarda nella trasformazione digitale, la pubblica amministrazione ad accelerare nella sua riorganizzazione. E magari di contribuire, insieme a altre società, a fare in modo che il territorio italiano smetta di essere terra di conquista per grandi piattaforme, come è stata fino ad ora”.

Gap tecnologico della scuola sarà superato 

Nell’ultima parte dell’intervista l’amministratore delegato di Tiscali si è infine soffermato su due temi a lui molto cari: la scuola e il lavoro. “La differenza tecnologica – ha affermato - ha messo in mostra due Italie, due Sardegna. Ora ci mettiamo alla pari con i paesi più evoluti e il ritardo infrastrutturale nella scuola, un settore fondamentale per la vita di oggi, verrà superato d'un balzo. Lavoriamo perché i nostri giovani abbiano una formazione adeguata nelle materie tecnologiche. Ancora manca una cultura adeguata, competenze adeguate. Dobbiamo avere la capacità di essere protagonisti di queste tecnologie e non solo di usarle”.

Lavoro sempre più trasformato dal digitale 

“Il lavoro – ha proseguito - sta cambiando. Si dice spesso che siamo ormai in una società post-industriale che crea opportunità e valore anche fuori dalla grande fabbrica tradizionale del passato. Ormai la grande parte delle attività si svolge con strumenti digitali e in rete. Una quota sempre maggiore degli scambi avviene in rete , i servizi di assistenza ai clienti sono ormai quasi esclusivamente forniti a distanza, in rete, e ognuno può facilmente completare l'elenco dei lavori che stanno trasformandosi”.

Futuro della Sardegna dipende dalle nostre competenze 

“Per questo lavoro che cambia – ha concluso Soru - la Sardegna non conoscerà più un divario infrastrutturale che tanto ha condizionato Il nostro passato. Tutto finalmente dipenderà da noi, dalla nostra intelligenza, creatività, coraggio, capacità di metterci in moto”.