Ecco il piano europeo sul 5G: limiti ai fornitori rischiosi ma nessun bando contro Huawei

Il colosso delle telecomunicazioni cinese ha accolto con favore la decisione della Commissione europea

Ecco il piano europeo sul 5G: limiti ai fornitori rischiosi ma nessun bando contro Huawei
di Michael Pontrelli   -   Twitter: @micpontrelli

L'Europa non segue gli Stati Uniti nella crociata contro Huawei. La conferma è arrivata dal piano europeo sul 5G che ha chiarito la posizione del Vecchio Continente. La Commissione europea ha sottolineato che lo sviluppo della nuova rete di telecomunicazioni comporta una serie di rischi, tra cui l'interferenza di Stati non Ue, ma a differenza da quanto fatto dall'amministrazione Trump non ha emesso nessun bando contro le aziende cinesi. 

Bruxelles si è limitata a chiedere ai singoli membri Ue di affrontare la questione con misure ad hoc da varare entro il 30 aprile. Tra queste: valutare il profilo di rischio dei fornitori, applicare limiti a quelli considerati ad alto rischio, anche escludendoli da asset chiave sensibili come accesso e gestione delle reti, elaborare strategie per diversificare i distributori. 

La reazione positiva di Huawei 

Huawei ha espresso la sua soddisfazione per la posizione di Bruxelles in una nota ufficiale. "L'approccio della Commissione Europea non fazioso e basato sui fatti per la sicurezza del 5G permette all'Europa di avere una rete più sicura e veloce" ha scritto il colosso tlc cinese. "Huawei è presente in Europa da circa 20 anni e ha una comprovata esperienza in termini di sicurezza. Continueremo a lavorare con i governi europei e con l'industria per sviluppare standard comuni che rafforzino la sicurezza e l'affidabilità della rete" ha concluso la nota. 

"Piano non mira ad escludere nessuno"

Una conferma sulla volontà dell'Europa di non fissare preclusioni a priori delle tecnologie cinesi è arrivata anche dal commissario all'industria, Thierry Breton. "Chi vuole venire in Europa è il benvenuto, le misure individuate nel piano 5G dell'Ue si basano su criteri oggettivi e non mirano ad escludere nessuno" ha affermato Breton, rispondendo a chi gli chiedeva se il piano Ue sul 5G avesse come obiettivo colpire Huawei. "In Europa - ha proseguito - accettiamo tutti, ma abbiamo regole chiare ed esigenti".  

La rivoluzione 5G 

Con il termine 5G si indicano le tecnologie e gli standard che manderanno in pensione il  4G LTE. Per alcuni una vera e propria rivoluzione favorita in particolare da due miglioramenti: maggiori velocità di trasmissione e tempi di risposta più rapidi (ovvero minore latenza) che daranno la possibilità di gestire un numero molto superiore di connessioni in contemporanea. Miglioramenti tecnici che daranno un forte impulso allo sviluppo della cosiddetta Iot (Internet of things) ovvero la connessione alla rete non solo di computer e smartphone ma anche di auto, semafori, lampioni, elettrodomestici ecc.

Il progetto di Tiscali con Linkem e Unica 

Tanti i progetti già in rampa di lancio per sfruttare questa nuova tecnologia. Uno di questi vede in campo anche Tiscali in collaborazione con Linkem e l'Università di Cagliari (Unica). L'iniziativa, sostenuta finanziariamente dal Ministero dello Sviluppo Economico (Mise), punta a sperimentare l'introduzione di tecnologie di monitoraggio intelligente negli ambiti della mobilità sostenibile e della gestione del servizio idrico. Solo un esempio di come il 5G è destinato ad avere un forte impatto sulla vita di tutti i cittadini. 

Il significato politico del piano europeo 

Ma il piano sul 5G ha anche un importante significato politico. La conferma che l'Europa preferisce avere una posizione "neutrale" nello scontro in atto tra Stati Uniti e Cina per la supremazia mondiale, che mai come oggi si gioca anche sul fronte delle nuove tecnologie. L'avvento di Trump alla Casa Bianca e l'avvio della politica dei dazi commerciali (applicati e minacciati) ha avuto come effetto quello di deteriorare la storica alleanza tra le due sponde dell'Atlantico. La sostanziale apertura di Bruxelles a Huawei è anche un messaggio rivolto a Washington.