Lo smartworking è un successo? Lo svela l’Osservatorio Lavoro di OneDay Group

Una survey sviluppata su un campione di 600 impiegati, studenti e in cerca di lavoro, ha rivelato la loro opinione nei confronti dello smartworking (forzato) e i loro desideri per il prossimo futuro

Luci ed ombre dello smartworking
Luci ed ombre dello smartworking

La survey condotta dall’Osservatorio Lavoro di OneDay Group, il business & community builder italiano che sviluppa e lancia sul mercato nuove realtà imprenditoriali smart avendo come target le nuove generazioni, tra il 30 Aprile e il 12 Maggio, su un campione di 600 lavoratori, ha mostrato uno scenario che permette di capire quanto realmente lo smartworking sia apprezzato e quali siano le luci e le ombre di questa modalità di lavoro. Tuttavia, prima di addentrarsi nei dati che svelano l’umore degli italiani a poco più di due mesi dall’inizio del lockdown e dello smartworking (forzato) bisogna definire meglio proprio questa modalità di lavoro e le sue sfumature. 

La definizione di smartworking o lavoro agile, contenuta nella legge n°81/2017, prevede che esso sia “una modalità di esecuzione del rapporto di lavoro subordinato caratterizzato dall'assenza di vincoli orari o spaziali e un'organizzazione per fasi, cicli e obiettivi, stabilita mediante accordo tra dipendente e datore di lavoro; una modalità che aiuta il lavoratore a conciliare i tempi di vita e lavoro e, al contempo, favorire la crescita della sua produttività.”

Per sintetizzare, il datore di lavoro dovrebbe dare degli obiettivi sul medio termine e lasciare al dipendente la possibilità di raggiungerli secondo le sue modalità e le sue tempistiche. Altro invece è il telelavoro, considerabile come la traslazione nell’ambiente domestico delle dinamiche contrattuali e dei suoi orari definiti.

Ciò che piace agli italiani dello smartworking

Il 47% degli intervistati non faceva smartworking prima della crisi mentre il 27% era solito farlo almeno una volta a settimana. Nel panorama italiano, il 58% delle grandi aziende adottava già lo smartworking mentre le piccole e medie imprese sono le più restie: il 36% di loro non vuole inserire lo smartworking.

Chiedendo un test di valutazione dell’esperienza di lavoro agile agli intervistati, il 68% ha visto un incremento molto positivo della sua produttività ed è soddisfatto da questa nuova modalità di lavoro. Anche il rapporto tra colleghi non sembra essersi sfaldato, anzi, su una scala da 1 a 10, in cui 1 rappresenta la difficoltà di interfacciarsi con il team mentre 10 è sinonimo di estrema soddisfazione, il voto medio è stato un 9 pieno.

Tuttavia, quali sono le ombre di questa modalità di lavoro? Il 45% segnala una sofferenza da isolamento. Questo viene spiegato da altri dati che riportano che circa il 5% dei rispondenti si sente abbandonato dalla propria azienda e solo poco più della metà ha la possibilità di partecipare a plenarie di team organizzate in modo strutturato.

I problemi da risolvere visto il prolungamento del lavoro agile

Con il prolungamento del lavoro agile e per il futuro dei lavoratori di oggi e di quelli di domani, sarà necessario poter risolvere i problemi che sono emersi proprio dalla survey svolta dall’Osservatorio Lavoro di OneDay Group. Perché se da un lato la produttività è aumentata, dall’altro il 29,1% degli intervistati lamenta di lavorare molto più di prima ed è una considerazione assolutamente da rivedere visto che lo smartworking, quello propriamente regolamentato, non intende aumentare la mole di lavoro ma distribuirla secondo le necessità dei singoli individui.

Il futuro del lavoro sembra essere assolutamente smart e from home: da parte degli imprenditori è necessario che trovino delle modalità per rendere il proprio team felice di poter lavorare per l’azienda, creando attività e soluzioni che migliorino la qualità del lavoro, rendendolo ingaggiante e non alienante.

“OneDay ha uno sguardo privilegiato in materia di nuove generazioni grazie al dialogo quotidiano con le sue community e per sondare costantemente percezioni e opinioni delle nuove generazioni ha istituito un osservatorio. Abbiamo voluto indagare anche l'impatto dell'emergenza sanitaria su quattro temi: scuola, travel, abitudini di consumo e lavoro. I risultati restituiscono uno spaccato straordinario delle nuove generazioni: si sentono e vogliono essere le protagoniste della ripartenza, ma non solo emergono anche i loro dubbi per il futuro nel mondo del lavoro. A tal proposito stiamo sviluppando MasterClass ad hoc per sul tema dell'orientamento e della ricerca del lavoro, consolidando la nostra vision di voler lasciare un impatto ampio, duraturo e positivo sulle persone e sul mondo" conclude Gaia Marzo, Head of Corporate Brand di OneDay Group.