La pandemia ha cambiato il ruolo sociale degli influencer: ecco come

Se prima del coronavirus gli influencer indirettamente potevano essere da esempio ai loro follower, durante i giorni del lockdown hanno condiviso il lato più umano e hanno raccolto parecchi successi

Il ruolo sociale degli influencer
Il ruolo sociale degli influencer

Strategia o meno, gli influencer sono stati la televisione dei giovanissimi e dei giovani adulti durante il periodo di quarantena. C’è chi ha parlato a cuore aperto delle proprie difficoltà nell’affrontare l’isolamento, chi ha deciso, invece, di intrattenere la propria audience dando consigli di bellezza o lanciando format magari sponsorizzati dalle aziende con cui già avevano collaborazioni aperte.

Questo ha generato un grande successo tanto da aver avuto un incremento generale sia del tempo di utilizzo delle piattaforme, sia del numero di contenuti pubblicati che della risposta da parte degli utenti. Sono stati infatti gli utenti i primi a raccontare tramite i loro influencer preferiti ciò che stava accadendo e questo ha portato all’arrivo di molte raccolte fondi a supporto non solo degli ospedali italiani ma anche verso associazioni che hanno l’intento di aiutare chi vive un periodo di estrema difficoltà.

“Ciò che ha dato una spinta al ruolo sociale degli influencer durante il periodo del lockdown è stata proprio la loro capacità di dare vita a messaggi generativi, narrazioni percepite dai propri follower come autentiche, creatrici e curatrici di futuro. Ma non solo, oltre ad intrattenere e a produrre contenuti creativi, il loro ruolo è stato divulgativo e incentrato sul rispetto delle regole in questa nuova fase, su come vivere i ritrovati spazi pubblici condivisi nel rispetto delle normative governative. La sfida d'ora in poi, sia per gli influencer che per i brand, sarà infatti quella di saperci accompagnare nella nuova fase, mantenendo ancora vivo quest’approccio” conclude Rosario Magro, Co-Owner e Sales & Marketing Director di FLU. 

La risposta delle aziende: uno stop della comunicazione commerciale

È proprio il report stilato da FLU agenzia italiana parte di Uniting Group Holding specializzata in influencer marketing, che ha condotto un'analisi dal titolo “Il ruolo sociale dell’influencer ai tempi del Covid-19" che racconta le dinamiche del fenomeno dell’influencer marketing in questo periodo a dare risalto anche al ruolo delle aziende.

Le aziende, si legge sul paper, “hanno capito dunque l'importanza di continuare a parlare ai consumatori ma in modo nuovo e più autentico. Il ruolo degli influencer è stato decisivo nel supportare una comunicazione di questo tipo.” Ecco perché hanno fermato le loro comunicazioni prettamente commerciali virando verso una comunicazione socialmente responsabile e inclusiva.

Hanno fatto la differenza: in un periodo di grande crisi, anche personale, ricevere messaggi positivi e di supporto, correlati da azioni concrete di sostegno, sarà ricordato dai più. Infatti, rimane un’occasione mancata quella delle aziende che non hanno proferito parola o peggio, non hanno cambiato le modalità di comunicazione, perché anche loro verranno ricordati ma con un’accezione diversa.

La direzione del mondo della comunicazione aziendale si sta muovendo proprio verso un trend iniziato già anni fa ovvero l’umanizzazione del brand come elemento competitivo che porta vantaggio sul lungo termine. Lo human branding, come lo si definisce, è quella dinamica che crea connessione e aumenta la fiducia, è l’elemento che avvalora l’utilizzo degli influencer come ambasciatori non solo di un prodotto ma anche di un mood e di una comunicazione studiata per generare legami a lungo termine.

E nel post covid? La strada sembra ormai intrapresa: avremo sempre di più comunicazioni commerciali dal cuore più umano, più vicino al consumatore e più autentico in cui oltre ai prodotti e ai servizi offerti, si sottolineeranno i valori e le caratteristiche più umane che distinguono un brand da un altro.