Costruire un brand riconoscibile e amato: i 2 pilastri della comunicazione Taffo che l’hanno reso uno human brand

Nella ricetta della riconoscibilità di Taffo ci sono diversi ingredienti che spesso sono ignorati dai brand italiani: Riccardo Pirrone li svela

Riccardo Pirrone
Riccardo Pirrone

Il segreto del successo di Taffo, la conosciutissima agenzia funebre la cui gestione della propria immagine social e non è stata affidata a Riccardo Pirrone, Social Media Manager di Taffo e fondatore di KiRWeb, era fino ad ora nascosto o meglio, ipotizzabile dai più ma finalmente con l’uscita del libro “Ironia della morte” dello stesso Pirrone, è diventato possibile scoprire la strategia e la narrativa del brand più famoso d’Italia per quanto riguarda i servizi funebri. 

Non è solo l’ironia che comunque è pungente, giusta e colpisce il bersaglio e neanche troppo la tematica del mercato a cui si riferisce. Il segreto di Taffo, in realtà, non è altro che l’applicazione magistrale di una delle strategie di marketing che hanno dato celebrità (e dunque vendite) a brand del calibro di Coca-Cola, Starbucks e Netflix.

Sono tutti human brand di gran carattere, in grado di muovere un sorriso o aprire la mente ad una riflessione a coloro che si imbattono nelle loro campagne pubblicitarie e nei loro post sui social. Allo stesso modo, Taffo è riuscito a fare breccia nel cuore degli italiani proprio per il suo modo di essere riconoscibile non solo come brand ma come fosse un essere umano vero e proprio, fatto di emozioni, pensieri e decisioni nette.

Come diventare uno human brand: mostrare i propri valori 

Riccardo Pirrone che è fautore principale del successo comunicativo di Taffo spiega che sui social bisogna “dimostrare che dietro ad un brand, ci sono dei valori che devono essere veicolati attraverso i contenuti che si postano sui propri account. Questi post devono parlare alla collettività dando delle idee, esprimendo un’opinione senza per forza dover associare il contenuto al brand. L’obiettivo è coinvolgerli, farli partecipare ad una discussione di loro interesse, non ad una discussione commerciale sul tuo brand.” 

Ciò che ritiene sia più efficace per avere una brand identity come quella costruita da Taffo sta proprio nel diventare uno human brand capace di parlare di tematiche care al suo target e di pubblico interesse. Le attività comunicative commerciali non hanno un seguito senza che il brand non abbia dimostrato di avere certi valori.

“Saranno loro a cercare i prodotti di un brand, senza che ci siano azioni di promozione. I clienti vorranno avere qualcosa di quell’azienda, anche solo un gadget perché quel brand rappresenta una certa linea di pensiero a loro affine e vorranno avere qualcosa che li rappresenti.” spiega Riccardo Pirrone.

Mettersi da una parte della barricata: le cause sociali di pubblico interesse

Un secondo elemento di comunicazione che non deve mancare per avere un seguito come quello conquistato da Taffo è il sapersi mettere da una parte della barricata quando si tratta di cause sociali e solidali di pubblico interesse. Taffo, negli anni, ha propriamente partecipato a diverse cause come quella dei diritti LGBT+ e quelle legate al femminicidio, facendo diverse campagne e alcune partnership di valore. 

“Il vantaggio nel prendere una posizione per quanto riguarda tematiche sociali e di pubblico interesse è che l’azienda dimostra non solo coraggio ma anche credibilità e questo crea fiducia nel rapporto con il consumatore.” spiega Riccardo Pirrone. 

E anche nelle campagne meno capite o più commentate dagli hater che si trova il valore di un’azione di comunicazione di questo tipo: si definisce il proprio target. Sono proprio le attività più controverse, quelle in cui si definisce in modo chiaro e lineare la propria idea e il proprio pensiero, quelle che portano i fedeli del brand ad esserlo ancora di più e a eliminare tutta una parte di seguaci che forse non sono davvero il target strategico su cui puntare. 

Non chiamatelo modello Taffo ma modello Social

“Non è esatto chiamare questo successo un modello esclusivo dell’azienda Taffo. In realtà, ciò che facciamo è quello che tutte le aziende dovrebbero fare sui propri canali per essere distintivi: bisogna fare in modo di essere a contatto con il proprio target, farlo piangere, ridere, riflettere, dandogli dei contenuti che lo riguardano davvero.” conclude Riccardo Pirrone.

E se è vero che le aziende dovrebbero utilizzare i social media per raccontarsi e anche raccontare il proprio target di riferimento, sono tante che ci provano ma il cui risultato non è totalmente sufficiente essendo una copiatura neanche troppo accurata di ciò che viene fatto in altre campagne. Da questo punto di vista, la comunicazione si deve allineare a ciò che dice e fa il proprio target di riferimento, senza calcare troppo la mano, osando ma con giudizio. 

Perché se da un lato essere uno human brand e scegliere un lato della barricata per quanto riguarda le cause sociali possa portare dei vantaggi competitivi non indifferenti, dall’altro è un elemento di rischio perché l’esposizione è un’arma a doppio taglio e bisogna essere bravi nel saperla gestire. Tuttavia, rimane un rischio da prendere, in un periodo in cui la responsabilità sociale acquisisce ogni giorno di più spessore e allo stesso tempo, fake news e controversie anche etiche dilagano.