Brutte notizie per i bulimici del videostreaming: la crisi di Netflix potrebbe cambiare le regole del gioco

Il binge watching potrebbe essere messo in soffitta o quantomeno fortemente limitato dalla società americana

Brutte notizie per i bulimici del videostreaming: la crisi di Netflix potrebbe cambiare le regole del gioco

La notizia è stata clamorosa. Disney+ ha superato per la prima volta Netflix diventando la piattaforma streaming con il maggior numero di abbonati. Stando agli ultimi dati diffusi, Disney ha raggiunto i 221 milioni di abbonamenti a livello internazionale, contro i 220,7 milioni di abbonati di Netflix.

Un brutto colpo per la società fondata da Reed Hastings che ora deve rivedere il suo modello di business per riconquistare la leadership perduta e soprattutto rimediare al pesante crollo delle azioni sul mercato azionario.

Andamento in Borsa di Netflix nel corso dell'ultimo anno. Rispetto al massimo storico il titolo ha perso il 64%

Processo di revisione del modello di business già avviato dato che la società ha già dato il via libera all’introduzione dell’interruzione pubblicitaria per ridurre il costo degli abbonamenti.

La seconda novità in arrivo potrebbe invece abbattere un altro grande totem introdotto da Netflix: il binge watching, l’abitudine di guardare senza soluzione di continuità tutti gli episodi di una serie tv, pubblicati contemporaneamente sulla piattaforma.

Un fenomeno che proprio Netflix ha contribuito a diffondere. Una bulimia/dipendenza da videostreaming che per anni ha fatto bene ai numeri della società americana ma che allo stesso tempo ha monopolizzato il tempo libero delle persone.

Il binge watching potrebbe però essere messo in soffitta o quantomeno fortemente limitato da Netflix. Il motivo? Secondo gli analisti del settore in questo momento potrebbe essere più funzionale il più tradizionale modello a palinsesto, ovvero la pubblicazione settimanale dei nuovi episodi delle serie Tv.

Il modello a palinsesto è seguito da Disney+ e da Apple Tv+ e questo ha contribuito alla sua crescita nel corso del 2022. 

Dietro la scelta delle due aziende una motivazione puramente economica: un catalogo decisamente meno corposo rispetto a quello di Netflix e la necessità di non bruciare troppo velocemente le poche “armi” a disposizione.

La via del binge watching è più costosa perché richiede una maggiore massa di contenuti e dunque maggiori investimenti.

Per affrontare la crisi in corso anche Netflix potrebbe dunque privilegiare sempre di più il modello a palinsesto seguito dalle rivali e in particolare dalla nuova leader di mercato Disney+.

Una brutta notizia dunque per i bulimici del videostreaming. In cambio però potrebbero avere più tempo per fare anche altro e andare a dormire meno tardi.